Salvare le schede di Gea.Net Pro più rapidamente

In Gea.Net Pro le operazioni di salvataggio delle schede sono tra le più pesanti. Non sono lente in quanto tali ma se parliamo di documenti con decine o centinaia di righe queste operazioni possono durare diversi secondi e quando si lavora molto sui documenti questo può risultare noioso. Ecco alcuni consigli:

  • Accedere alla funzione Impostazioni e verificare che attivare l’opzione Riscrivi Sempre Righe Documento non sia spuntato. Con questa specifica verranno riscritte le righe di dettaglio delle varie entità solo quando necessario e si riscontrano migliori performance soprattutto nella gestione dei documenti.
  • Sempre dalle Impostazioni si può attivare l’opzione Usa Comandi Extra Generali. In questo modo si riscrivono le righe in unico blocco risparmiando anche qualche secondo per documenti di molte righe.
  • Infine si dovrebbero adottare regole che minimizzano la lettura/scrittura dei dati in senso generale. Un caso concreto che solitamente non si sfrutta riguarda la possibilità di applicare filtri di ricerca o di richiedere solo le colonne che servono, al momento in cui vengono richiesti elenchi. Altra cattiva abitudine è quella di chiudere una scheda usando sempre il comando Salva invece di Esci.

Noleggi, prestiti e affitti

La gestione noleggi, prestiti e affitti ha l’ambiziosa prospettiva di gestire ogni tipo di servizio sia esso noleggio o prestito di beni (auto, mezzi di lavoro) o affitto (appartamenti, residence, camere). Ma può anche essere utilizzato per il prestito ai collaboratori di materiale tecnico o strumenti particolarmente importanti oppure come base di partenza per sviluppi verticali. In pratica l’obiettivo della gestione standard dei noleggi di Gea.Net non è quella di servire un determinato target di utenti ma di poter essere utilizzata in tutti i settori come lo spirito di un ERP generalista richiede.

La prima operazione da svolgere è definire un oggetto di noleggio (auto, camera o altro bene) nelle Impostazioni. Nel caso si noleggi articoli di tipologia diversa indicare un nome generico diverso da quello proposto (“OGGETTO”) che indica che il sistema non è stato configurato.

A questo punto occorre suddividere gli oggetti in categorie. Questo è fondamentale se si noleggiano strumenti di tipologia diversa ma anche in caso di un unico articolo può essere utile suddividere in gruppi omogenei in modo da definire le caratteristiche. Le Categorie dei prodotti potrebbe già essere stata definita per altri scopi come ad esempio la gestione del magazzino (si veda la tab Liste nelle Impostazioni). Quindi in questa fase è possibile completarla aggiungendo nuove righe ma facendo attenzione a non eliminare categorie che potrebbero essere usate da altre funzioni.

La descrizione delle categorie prevede una lunghezza massima di 18 caratteri. Se si tenta di inserire una descrizione più lunga viene mostrato un errore applicativo.

Planner

Da Vendite -> Servizi -> Noleggi, Prestiti e Affitti

Se non è ancora stato definito l’oggetto del noleggio, la prima volta che si accede alla gestione, viene richiesto di specificarlo ed immediatamente dopo si presenta il planner che sarà la pagina di riferimento per la gestione.

Per impostazione predefinita, il planner mostra il mese corrente e la gestione dei periodi è mensile. L’operatore ha la possibilità di definire periodi diversi modificandone la struttura operativa. La selezione può avvenire anche per categorie di oggetto.

Al primo accesso l’elenco del planner non mostra alcuna riga perché non si è ancora provveduto ad inserire i vari oggetti il cui inserimento vedremo tra poco.

Sul planner viene mostrata una riga per ogni oggetto ed una colonna per ogni giorno. Le celle assumono colore giallo per prenotazioni non confermate, rosso per quelle confermate e viola nel malaugurata caso di prenotazioni doppie. Dal planner è possibile accedere alla gestione delle prenotazioni, delle entità oggetto di noleggio e alle tabelle noleggio.

Gestione tabelle noleggio

Per accedere alle tabelle di noleggio, dalla barra comandi del planner selezionare Gestione altre tabelle noleggio dal menù Funzioni

  • Optional : Permette di inserire gli optional disponibili dove oltre alla descrizione troviamo il costo. Si tratta di un costo unitario per giornata e laddove indicato aumenterà il costo giornaliero del noleggio durante il calcolo automatico del prezzo.
  • Sconti : Percentuale di sconto applicata per lunghi periodi di noleggio, definibile in base al giorno di noleggio. Si deve inserire la percentuale di sconto e il giorno da cui si comincia ad applicarlo.

Gestione entità oggetto

Dalla barra comandi del planner selezionare Funzioni, Nuovo : [OGGETTO DI NOLEGGIO] (oppure Gestione ..) Come detto le entità oggetto di noleggio possono essere le più disparate ma le celle gestite sono generaliste e comuni a tutte le entità. Quindi se parliamo di camere ogni nuovo “oggetto di noleggio” sarà una camera identificata da un numero, se si noleggiano auto ogni oggetto potrebbe essere identificato da una targa,  e così via.

In molti casi è sufficiente indicare il prezzo generico, ma in determinate categorie (residence, hotel) possono essere gestiti dei periodi di alta e bassa stagione. In questo caso è sufficiente indicare il periodo e il prezzo (o gli sconti o l’aumento sul prezzo) nella griglia in alto a destra.

La griglia degli optional (in basso a destra) propone tutti quelli che potenzialmente potrebbero essere disponibili ma non necessariamente presenti. In questa griglia occorre spuntare solo quelli effettivamente disponibili per questa entità.

Gestione Prenotazioni

Dalla barra comandi del planner selezionare Funzioni, Nuova Prenotazione (o Gestione Prenotazione) per inserire o modificare il singolo noleggio.

La prenotazione ha inizio nel momento in cui viene fatta la richiesta, ma fintanto non viene dato un acconto o non viene selezionata l’opzione Confermato rimane in stato “non confermato” (colore giallo sul planner).

Sulla destra è presente la lista degli optional disponibili. Per impostazione predefinita il calcolo avviene in modo automatico in considerazione dei prezzi e dei periodi gestiti nelle tabelle noleggi. Se il prezzo è concordato con il cliente deve essere deselezionato il Calcola prezzo automatico durante SALVA ma il calcolo può anche essere richiesto attraverso la funzione Ricalcola Prezzo disponibile sulla barra comandi. Il calcolo automatico considera:

  • Il costo giornaliero della camera con eventuali sconti/aumenti per periodo
  • Il costo degli optional richiesti
  • Gli sconti per un numero di giornate superiore come definito dalla tabella sconti

Sulla barra comandi sono sempre attive le funzioni di Fattura Prenotazione e Gestione Fattura. Una volta fatturata, viene tolto il calcolo del prezzo automatico. Se si vuole rigenerare una fattura è necessario prima eliminare quella fatta in precedenza.

La storia di Romeo

Agosto è tempo di ferie per tanti e avendo un po’ di tempo libero ne approfitto per fare alcune considerazioni; perdonatemi se per una volta vado fuori tema. I prossimi mesi sono una opportunità per i più giovani ma purtroppo non vedo un ricambio generazionale.

Di recente mi è capitato di vedere un fuori onda del 1971 in cui il presentatore de “La Domenica Sportiva”, Alfredo Pigna, cercava di convincere a partecipare alla sua trasmissione Romeo Benetti, classe 1945, professione calciatore con 55 presenze in nazionale, vincitore di 2 Scudetti, 5 Coppe Italia e 2 Coppe Europee. Il povero Benetti, che a quel tempo giocava nel Milan e non voleva essere invitato, cercava di dribblare il giornalista più o meno con queste parole: “Ma per favore Sig. Pigna, non mi faccia questo che poi la gente in autobus mi riconosce e non riesco più a liberarmene. Ci sono tanti altri compagni di squadra, chieda a loro, vedrà che qualcuno lo trova”. La paura del nostro Romeo non era quella di essere derubato dell’orologio d’oro o di essere preso in ostaggio sotto casa, ma solo che l’affetto della gente lo avrebbe fatto ritardare agli allenamenti, che erano il suo lavoro e gli permettevano di mangiare tutti i giorni. In quegli anni gli sportivi non erano riconoscibili fuori dai campi e il massimo dell’esposizione mediatica era la figurina Panini. Non esisteva Internet e la TV aveva due soli canali: il Primo e il Secondo. La Domenica Sportiva era il programma di punta del Primo Canale e parlare per diversi minuti gli avrebbe dato una esposizione mediatica tale che il suo tasso di notorietà sarebbe cresciuto esponenzialmente. A quel tempo venivano intervistati in video solo i capitani delle squadre che di conseguenza avevano una certa notorietà e quando Benetti camminava per strada con Rivera, il suo capitano, sapeva cosa voleva dire essere riconosciuto e fermato. Insomma, la sua unica paura era di non riuscire più a gestire la privacy. Alla fine il giornalista lo convinse, forse pagandogli una cena o magari invitandolo alla mensa della Rai.

I punti da prendere in considerazione sono diversi. In quegli anni le squadre di calcio erano osannate ancor più di oggi ma tutto rimaneva dentro allo stadio. A parte qualche bandiera, di solito i capitani, gli altri erano gregari, svolgevano un lavoro come qualunque altra persona, non erano ricchi e non si atteggiavano. Non che facessero la fame, ma considerando che la carriera di uno sportivo dura una quindicina di anni, bisognava pensare al dopo risparmiando qualche soldo e prepararsi a svolgere un’altra professione. Sapevano di essere fortunati perché facevano qualcosa che gli piaceva ma non ne approfittavano, quando c’era da lavorare si lavorava e alla sera si andava a letto presto. Erano parte di una società che aveva quella mentalità, prima il dovere e poi, se rimaneva tempo, un po’ di piacere.

Tutte le professioni, anche quelle più nobili che allora si potevano identificare nei medici o negli ingegneri, permettevano di vivere agiatamente ma senza eccessi e ognuno era parimenti orgoglioso del lavoro che svolgeva perché sapeva che nel suo piccolo era utile alla società come chiunque altro e questo gli veniva riconosciuto in qualunque momento. Ogni bambino aveva l’ambizione di svolgere un giorno una professione nobile (il dottore non il calciatore) perché credeva che in quel modo avrebbe fatto del bene in misura maggiore, ma se non fosse stato all’altezza di quel compito andava benissimo qualsiasi altro lavoro che era in grado di svolgere bene. Mi ricordo che quando ancora non avevo cominciato la scuola primaria, la mia ambizione era quella di diventare l’autista del servizio di nettezza urbana. Consideravo quel lavoro come il massimo per un paraculo visto che i due addetti che si trovava appesi al retro del camion dovevano sballottarsi (a mano) cassonetti di qualche decina di Kg, senza che acqua, neve o tempesta potessero fermarli. I miei genitori speravano che io potessi svolgere “un lavoro in cui non ci si sporca”, qualunque tipo di lavoro purché pulito, così quando dopo qualche anno mi si è palesato un lavoro serio nel settore dell’informatica, che a quel tempo cresceva a due cifre, anche per loro è stato un successo. Erano andati oltre alle loro aspettative, si era avverato un sogno.

Era un Italia povera e felice dove si avevano poche pretese. “Povera e Felice” si dice oggi parlando nostalgicamente di quei tempi, ma in realtà non era mica tanto povera. Era tra le prime sette superpotenze economiche mondiali, forse la vita era meno agiata rispetto ad oggi ma definirla povera non è corretto. La differenza rispetto ai giorni nostri è che si remava tutti nella stessa direzione ma soprattutto remavano tutti.

Facciamo un salto di mezzo secolo e tutto si è completamente ribaltato. Oggi tutti i ragazzi devono diventare calciatori o veline e se proprio gira male ci si può adattare a fare i tronisti. Questa è l’aspettativa nella maggior parte delle famiglie per ogni nuovo nato, cosi vent’anni dopo ci ritroviamo famiglie disilluse e ragazzi frustrati. A volte non vedono altre vie di uscita anche quando gli si ricorda che non si tratta di un fallimento. Il problema di base era la loro esagerata ambizione, visto che, realisticamente, non possono diventare tutti influencer altrimenti ognuno la racconterebbe solo a se stesso. Quando si entra in questo vicolo cieco il ragionamento suona più o meno così: “dopo tutto quello che ha fatto nostro figlio non può andare a fare un lavoro “normale”, ha studiato musica e danza fin da bambino vincendo decine di premi pur facendo sport giovanile a livello nazionale”. Ma non suona meglio neanche “hai una laurea in Scienze Politiche, invece di fare l’operaio è meglio se ti prepari per il prossimo concorso”.

Oltre all’errore di fondo causato dal possedere un grande ego, a volte queste famiglie compiono anche l’errore di puntare su un unico cavallo. Tutto sulle spalle del povero figlio unico su cui sono riposte le speranze di scalata sociale della famiglia. Ma continuare a puntare su quella unica possibile soluzione ben oltre il lecito è anche peggio. Facendo progetti alla nascita per i figli si sbaglia perché magari si desidera che facciano quello che loro non vogliono fare, ma anche nel caso lo volessero magari non sono in grado di farlo. Se in serie A possono arrivare 30 calciatori per ogni annata per ogni 100.000 che iniziano a giocare, santiddio, dovrebbe essere piuttosto chiaro che ti va molto di lusso se tuo figlio diventerà calciatore professionista. Se il mondo dello spettacolo ogni anno richiede un centinaio di nuove veline, cantanti, ballerine e via dicendo, con tutto il bene che si può volere ad una figlia e nonostante tutti i corsi di musica, canto e danza a cui la si può sottoporre, mi sembra abbastanza palese che il suo talento potrebbe non essere all’altezza del compito che gli è stato affidato. Ad un certo punto si deve saper rinunciare e questo non deve capitare quando il piccolo di casa è arrivato alla soglia dei quarant’anni. Spesso i sogni sono destinati a rimanere tali (soprattutto quelli esagerati) e non è giusto dire “ci abbiamo provato” perché a quel punto ci si è rovinati la vita.

Vivendo in una società dove in troppi hanno coltivato per anni i propri sogni di gloria senza essere stati capaci di capire quando era il momento di rimetterli nel cassetto, ora ci troviamo ad avere un’industria zoppicante, diplomati e laureati in settori che non servono e una folta schiera di disoccupati. Ma quel che è peggio è che abbiamo costruito un mondo vuoto di contenuti dove l’unica ragione di esistere è quella di essere messi sotto ai riflettori.

Provvigioni con Gea.Net

Per gestire correttamente le provvigioni deve essere attivato l’opzione Provvigioni nelle Impostazioni. Inoltre occorre sapere che possono essere impostati alcune opzioni che rendono il gestionale flessibile secondo le proprie esigenze.

La gestione delle provvigioni è regolata su due livelli (Agente, Subagente) e sono da considerarsi calcolate solo sul fatturato per impostazione predefinita. In realtà il modulo Controllo Gestione di Gea.Net Pro prevede anche il calcolo sul maturato e in alcune personalizzazioni viene calcolato su Ordini o Documenti di Trasporto ma qui non affronteremo questi ulteriori sviluppi.

In fase di inserimento è bene assegnare l’agente ed eventualmente il subagente all’anagrafica cliente in modo che siano riportati automaticamente sui documenti che verranno emessi ma sul documento sarà sempre possibile modificarli/inserirli. Se il documento non contiene agente/subagente la provvigione non verrà agganciata a nessun agente, si tratterebbe di una condizione anomala perché la provvigione sarebbe comunque calcolata ma associata ad un agente sconosciuto, in un certo modo corretta se lo scopo fosse di conoscere i proventi legati alla commercializzazione che rimangono in azienda, ma per evitare incomprensioni in questi casi è più corretto creare ed usare un codice agente “A9999” generico.

Le provvigioni vengono riportate sullo Scadenzario passivo (non presente in Gea.Net Start) secondo alcune regole. Nella funzione Impostazioni è possibile decidere se riportare in scadenzario ogni singola riga della fattura oppure se generare un’unica scadenza (di solito mensile) partendo dallo storico. La seconda opzione è certamente la meno invasiva ma occorre ricordare di eseguire la storicizzazione a fine periodo come vedremo di seguito.

Occorre ricordare che la gestione delle provvigioni standard è direttamente legata alla gestione dei listini infatti nei listini, oltre a Prezzi e Sconti, sono sempre presenti la percentuale provvigione destinata all’agente e al subagente. Ma abbinare una percentuale provvigionale ad un singolo articolo potrebbe essere molto dispendioso per cui, laddove non fosse abbinata al listino, il calcolo può avvenire in modalità diverse:

A scaglioni. Gea.Net gestisce regole più complesse come la gestione delle provvigioni a scaglioni di sconto associate al listino di vendita. Per attivare questa funzione è necessario scegliere l’opzione Provvigioni a Scaglioni nella funzione Impostazioni, verificando di avere attivato anche la voce Provvigioni generica. Quindi aprire accedere ai Listini e selezionare l’articolo a cui si vogliono associare condizioni particolari. Dalla barra comandi della finestra di gestione è possibile accedere alla gestione a scaglioni delle provvigioni per definire provvigioni differenti in base agli sconti praticati. Questa gestione va in sovrapposizione alle provvigioni definite nel listino ovvero la definizione delle provvigioni in fase di emissione del documento segue le regole del listino standard salvo determinare un valore differente se l’articolo viene associato ad uno sconto superiore a quello minimo che compare in questa tabella.

Forfetaria. La provvigione sulla vendita potrebbe essere un importo forfetario o una percentuale diversamente concordata.Trattandosi di valori spot devono essere inserita direttamente sul documento. Qualora l’operatore inserisca un importo provvigione o una percentuale direttamente nella riga del documento questa avrà priorità su quanto previsto dalle tabelle Listini e Provvigioni.

Fissa associata all’agente. Ogni agente verrà caricato nelle Anagrafiche. Selezionando Agente nella ListBox Tipologia verranno mostrate due celle per indicare la percentuale spettante qualora esso comparisse in fattura come Agente o Subagente. E’ la condizione più semplice ed immediata ma non avrà nessuna discriminante di prodotto o prezzo perciò avrà priorità più bassa rispetto a quella indicata nei Listini o dagli altri sistemi di calcolo. In pratica questo valore viene recepito solo se su queste non è presente alcun valore o sul documento non viene indicato una percentuale/importo forfetaria.

Provvigione al Segnalatore. In alcuni settori capita talvolta di riconoscere un importo al segnalatore della commessa. Non si tratta di una vera e propria provvigione ma piuttosto di una somma che viene rilasciata una tantum. E’ possibile indicare il nome del segnalatore sul documento, quindi per ogni riga del documento indicare quanto corrisposto. Trattandosi spesso di un omaggio che l’agente, con il consenso dell’azienda, rilascia alla fonte che ha procurato la commessa è possibile configurare nelle Impostazioni (opzione Togli importo Segnalatore da Calcolo Provvigioni) se tale importo sarà detratto o meno dal importo su cui calcolare le provvigioni riconosciute all’agente.

A scaglioni per Agente (non disponibile in Gea.Net Start). E’ possibile calcolare la percentuale provvigionale in abbinamento a uno o più voci associate a Agente, Famiglia, Categoria, Pagamento, % di sconto applicata. Se presente avrà priorità su quelle standard indicate nel listino.

Provvigione sul Margine (non disponibile in Gea.Net Start). Nei listini è prevista una percentuale provvigionale per l’agente e una per il subagente che verrà riportata in automatico al momento in cui si inserisce una riga fattura e si aggancia il relativo prezzo di listino, cioè la percentuale della provvigione è un dato archiviato nel listino stesso e di conseguenza applicata in automatico. Ricordiamo che l’operatore che inserisce la fattura ha la possibilità di sostituire il calcolo in percentuale (automatico) con un importo fisso di provvigione che ha priorità sulla percentuale standard prevista che a quel punto diventa uguale a zero. Nel caso sia presente la percentuale, l’importo della provvigione viene calcolato ed esposto in griglia per definire il totale spettante all’agente nella funzione Calcolo Provvigione Agente (del modulo Controllo Gestione di Gea.Net Pro) che vedremo di seguito. La percentuale è normalmente da intendersi come calcolata sul Prezzo Di Vendita tuttavia alcune organizzazioni sono solite riconoscere al professionista un contributo in relazione al Margine, cioè Ricavo – Costo dove per Ricavo si intende il Prezzo Di Vendita e per Costo il valore di costo riportato sulla scheda anagrafica dell’articolo che può corrispondere al Prezzo Di Acquisto da Fornitore Preferenziale oppure al valore della Distinta Base.

Attivazione Hosting Basic Windows di Aruba

Gea.Net Pro opera in cloud su spazio web dedicato ma anche su spazio ftp condiviso come l’economico Hosting Basic di Aruba. Solitamente il passaggio in cloud avviene dopo che l’azienda ha già iniziato ad operare in locale anche solo per inserire qualche dato di test. I dati inseriti in locale precedentemente non andranno perduti.

La configurazione dello spazio sarà di competenza di un nostro tecnico ma il primo passo che l’utente deve compiere è quello di acquistare lo spazio direttamente dal provider (Aruba):

https://hosting.aruba.it/hosting/windows-basic.aspx

Acquistare direttamente lo spazio da Aruba è una maggior garanzia per l’azienda utente che in questo modo sarà proprietaria dei dati contenuti nello spazio ftp (database) e riceverà direttamente dal provider ogni informazione relativa al servizio incluso i solleciti per il rinnovo.

Alcune raccomandazioni per attivare il servizio correttamente (sembreranno banalità ma è già capitato che alcuni abbiano commesso questi errori ) :

  • E’ sufficiente attivare Hosting Basic Windows ( non Easy, Advanced o Professional che hanno costi maggiori ).
  • Deve essere attivato lo spazio Windows (non Linux). Fate attenzione a questo perché proseguendo nella registrazione potrebbe essere proposto Linux di default.
  • Durante la registrazione verranno proposti servizi a pagamento come un maggior numero di caselle email, database SQL, ecc.). Nessuno di questi è indispensabile per Gea.Net tranne il Backup giornaliero/settimanale (non obbligatorio ma vivamente consigliato) che consente di avere maggiore tranquillità e che dovrebbe essere proposto già incluso nel servizio e non deselezionabile.
  • Se l’utente non fa personalmente la registrazione dello spazio delegandola ad un amico o ad un tecnico, faccia attenzione che venga fatta a suo nome (con i suoi indirizzi email e IBAN). Questo per evitare una dimenticanza alla scadenza ma anche per avere la proprietà dei dati contenuti nello spazio.

Se durante la registrazione si dovessero presentare dubbi è bene chiedere delucidazioni ad un tecnico Gea.Net (info@geanetweb.com)

Qualche ora dopo la registrazione si riceverà da Aruba una o più email dove vengono comunicati i dati per accedere allo spazio ftp (nome spazio, utente, password, ecc.) che dovranno essere girate al tecnico Gea.Net in modo che possa procedere alla configurazione dello spazio.

Salvo diversi accordi la configurazione standard dello spazio web prevede che il tecnico installi una database vergine affinchè l’azienda utente possa verificare di accedere correttamente da Gea.Net Pro e Gea.Net Web. Dopo che anche questa verifica è stata superata, il tecnico procederà a convertire e spostare il database aziendale fino a quel momento usato in locale. Durante questa fase, che dovrebbe durare 4-8 ore, l’azienda utente non potrà lavorare. Se questo dovesse essere un problema è bene coordinarsi precedentemente pianificandolo nel fine settimana.

Chiusure Anno Contabile con Gea.Net

Ci stiamo avvicinando al momento di chiusura annuale della Contabilità che comporta sempre un po’ di ansia negli operatori. Ne approfitto per ricordare che dopo avere fatto le scritture di rettifica e le stampe, le operazioni di “congelamento” fiscale delle scritture del 2020 non è particolarmente complesso, sperando che serva a rasserenare.

La funzione di Chiusura Annuale è l’ultima voce del modulo Contabilità e deve essere eseguita solo dopo avere registrato tutte le scritture di rettifica e dopo avere fatto la stampa del bilancio e dei registri.

Con questa operazione si chiudono tutti i conti economici per calcolare l’utile o la perdita d’esercizio, mentre i conti patrimoniali saranno azzerati e girati sul conto “Bilancio di Chiusura”. La riapertura al periodo successivo riaprirà i conti patrimoniali mentre i conti economici saranno inizializzati a zero.

In termini tecnici la chiusura non fa altro che registrare nuove scritture in data fine periodo (31/12) e inizio periodo (1/1) che spostano i valori di saldo dei conti su conti tecnici di chiusura e apertura (se il piano dei conti non è stato ridefinito questi fanno parte del mastro 99).

In caso fosse stata eseguita la chiusura per errore, la riapertura di un esercizio (Annulla Chiusura), funzione disponibile sulla Barra Comandi, non dovrebbe presentare particolari criticità anche se è sempre consigliata la supervisione di un tecnico oltre ad una copia dei dati prima dell’esecuzione. Tuttavia la funzione di “Annulla Chiusura” è una operazione delicata da eseguire solo come ultima soluzione e solo nel caso di errori macro, quindi qualora ci si accorgesse solo dopo la chiusura che alcuni conti presentano valori non corretti, può valere la pena intervenire a mano cambiando le scritture di chiusura/apertura piuttosto che ripetere completamente il processo.

La moderata criticità delle operazioni di chiusura non esenta l’utente dalla necessità di fare copie prima della chiusura e/o di una eventuale riapertura.

La chiusura di contabilità implica che successivamente non potranno essere modificati movimenti di scrittura contabile in data precedente alla data di chiusura salvo casi eccezionali. Ogni modifica nel periodo risulterà inibita ma il blocco potrà essere aggirato dall’amministratore che ha facoltà di intervenire nelle Impostazioni forzando una data di chiusura precedente. Va ricordato che se si modifica un valore economico in un periodo chiuso (ad esempio l’importo di una fattura) tutti le scritture di chiusura/apertura dei conti presenti sul movimento saranno da rettificare.

La strategia del Monopoli

Agli fine degli anni 80 i giochi di società erano molto di moda. Allora ero giovane e disponevo di parecchio tempo libero per cui ero solito ritrovarmi con gli amici e passare ore a giocare a volte anche fino a notte fonda. C’è stato un periodo in cui ci siamo dedicati a giocare a Monopoli per il quale avevo messo a punto una strategia a prova di bomba. Lo scopo era comprare almeno un terreno di ogni colore nelle prime battute del gioco, o perchè ci capitavo sopra oppure acquistandolo da un avversario pagandolo una cifra esorbitante. Solitamente dopo un paio di giri avevo realizzato il mio obiettivo e a volte ero quasi senza contante ma da quel momento cominciavo a fare scambi che all’apparenza erano inspiegabili e fallimentari. Ad esempio scambiavo “Parco della Vittoria” per “Bastioni Gran Sasso” con altro un concorrente ma che dava ad entrambi la possibilità di costruire sia sui terreni Blu che su quelli Viola. Per chi non conosce Monopoli va detto che i terreni Blu, di cui ero solito accontentarmi, hanno un valore economico decisamente inferiore ai Viola quindi era uno di quegli affari a cui l’altro concorrente non poteva dire di no. Ma alla base di questo scambio c’era un contratto alla pari per cui io non avrei pagato passando sui suoi terreni e viceversa, inoltre in caso di necessità di denaro da parte di uno dei due l’altro aveva diritto di prelazione sul riacquisto di quanto scambiato. Non so se nelle regole ufficiali del Monopoli fossero contemplati i contratti privati ma per noi erano possibili.

Dopo il primo scambio ero solito farne un secondo simile ma con un altro concorrente, sempre apparentemente a suo favore. Da quel momento ero certo di avere vinto la partita, dovevo solo aspettare. Se capitava l’occasione facevo scambi simili ma non necessariamente in perdita, magari erano alla pari o a mio vantaggio però non accettavo mai accordi che non prevedessero un contratto sulla falsariga dei precedenti. Con il passare dei giri ai diversi concorrenti si presentavano difficoltà economiche per cui arrivavano a propormi quello che avevano rifiutato qualche giro prima e dopo un paio di ore la partita finiva.

In una delle ultime partite a Monopoli che abbiamo fatto prima di passare ad un altro gioco più divertente, ero stato particolarmente sfortunato per cui gli unici accordi che ero riuscito a stipulare mi vedevano proprietario dei terreni di più basso valore. Naturalmente non pagavo sugli altri ma la partita si stava protraendo da troppo tempo e avevo voglia di andarmene a dormire quindi per congedare tutti ho cercato di spiegare la tesi per cui, se avessimo giocato per giorni, avrei vinto io. I miei amici avevano un quoziente intellettivo medio alto ma ci sono voluti diversi minuti perchè fossero tutti convinti che in quelle condizioni la vittoria non era più questione di fortuna ma di matematica.

La mente umana vede il vantaggio immediato per se stessi ma non vede il danno per la comunità e men che meno i riverberi degli svantaggi personali che ne avremo in futuro. Una simile strategia la troviamo applicata in diversi modi anche ai giorni nostri, a partire dalle grandi società di software. Quando crediamo che siano benefattrici perchè ci stanno concedendo un servizio a basso costo o gratuito in realtà ci stanno stringendo le mani intorno al collo e ce ne accorgeremo solo tra qualche tempo.

Ma per tornare al nostro ludico gruppo, una volta passata la febbre da Monopoli ci siamo dedicati a Risiko. Volete conoscere anche la strategia vincente del Risiko ? Beh, è molto simile, tutto sommato. Ma per avere maggiori dettagli bisognerebbe chiedere a Hitler e ai politici Europei dell’epoca che con i loro paraocchi gli hanno quasi permesso di vincere la partita.

Chiusure di magazzino

Come tutti gli anni l’inizio della Primavera coincide con il periodo delle chiusure dell’anno precedente. Analizziamo come procedere al meglio con Gea.Net Pro partendo dal magazzino, ricordando che si tratta di una operazione delicata e che prima di continuare occorre fare una copia dei dati. Anticipo che la versione 6.0c ha apportato alcune piccole migliorie e che si utilizza una versione precedente, prima di procedere sarebbe bene aggiornarla.

Le operazioni che vengono svolte al termine di una anno fiscale normalmente vengono chiamate Chiusure ma se parliamo di magazzino non esiste alcun obbligo di eseguire una serie di operazioni al termine di un periodo a meno che non si abbia l’obbligo di determinare un valore fiscale del magazzino. Le imprese che hanno un magazzino fiscale di norma, a fine anno, eseguono operazioni di chiusura e di inventario con lo scopo di quantificare il valore del magazzino e di determinare un punto di partenza per l’anno successivo mentre questo non è obbligatorio per le altre società. Ma per completezza va detto che nelle  realtà più strutturate le operazioni di inventario possono essere eseguite più volte nell’anno o per settori quindi occorre scindere il concetto di chiusura da inventario.

Gea.Net si adatta a società di diverse dimensioni per cui non esiste una vera e propria funzione di chiusura obbligata del periodo, cioè la gestione del magazzino ha una propria continuità nel tempo almeno fino ad un dato momento che il più delle volte possiamo fare coincidere con l’inventario di fine anno. Ma in sede di inventario si potrebbe pensare di agire solo con movimenti di integrazione ovvero creare un movimento di integrazione (carico o scarico) per la differenza riscontrata sul gestionale rispetto quella reale, rendendo in questo modo superflua la chiusura.

In Gea.Net quindi, invece del termine “chiusura”, è più corretto usare la voce “rimozione movimenti” infatti quello che fa questa funzione è generare una serie di movimenti che alle 24.00 del 31/12 (o ultimo giorno del periodo) produca un saldo a zero per tutti gli articoli creando all’1/1 un movimento di segno contrario di carico. Ne consegue che ogni periodo si apre e si chiude con saldi uguali a zero per tutti gli articoli rendendo possibile in qualunque momento la rimozione dell’intero periodo senza che questo vada ad inficiare la giacenza corrente anche qualora si forzasse  il calcolo della giacenza da un periodo precedente il giorno di apertura dell’esercizio.

Da Magazzino -> Rimozione Movimenti di Magazzino

Si consideri che la mole di dati che vengono modificati da questa funzione è notevole perciò si raccomanda di eseguire una copia dei dati prima di procedere e verificare che nessun utente stia lavorando durante l’esecuzione.

La chiusura/rimozione determina che ogni movimento nel periodo in oggetto viene cristallizzato e nelle Impostazioni viene salvata la data di fine periodo che rende non più modificabili i movimenti precedenti. Questo anche qualora venga modificato un ddt o una fattura precedente. In questo caso il documento può essere modificato ma il movimento non viene creato o modificato neanche se si seleziona ‘Salta controlli di Validazione’.

L’unico modo possibile per modificare un movimento precedente ad un periodo chiuso consiste nel modificare la data di chiusura magazzino nelle Impostazioni e ripetere l’operazione.

La funzione di rimozione dei movimenti permette anche di chiudere un solo magazzino ma in questo caso non viene chiuso il periodo e pertanto le modifiche nel periodo chiuso continuano ad essere possibili.

La funzione di rimozione può :

  • Caricare un movimento di chiusura nell’ultimo giorno del periodo e uno di apertura al giorno successivo con il saldo della giacenza presente. Se questa opzione non è richiesta successivamente deve essere eseguito l’inserimento delle giacenze ricavate dall’inventario.
  • Rimuovere i movimenti del periodo precedente.
  • Valorizzare il movimento di apertura al Costo Corrente, Costo Medio, LIFO o FIFO. Non vi è obbligo di caricare il valore se valorizziamo al costo corrente ma lo siamo negli altri casi anche se per congruità sarebbe bene non eseguire questa funzione (o quantomeno conservare i movimenti del periodo chiuso).

Quindi abbiamo quattro possibili combinazioni diverse da utilizzare in base alle nostre aspettative. Ad eccezione dello scenario “elimina movimenti periodo chiuso / non generare movimento di apertura” che è una operazione immediata, le operazioni di chiusura impiegano parecchio tempo (indicativamente vengono processati 100 articoli al minuto anche se dipende da quanti movimenti sono stati fatti nell’anno).

 Elimina Movimenti Periodo ChiusoNON Eliminare Movimenti Periodo Chiuso
Genera Movimento di AperturaNon saranno più presenti i movimenti dell’anno precedente ma viene creato un solo movimento per articolo all’1/1 la cui quantità è calcolata in automatico in relazione alla sommatoria dei movimenti dell’anno precedente.   Terminata questa operazione è consigliabile creare un inventario per differenza inventariale.Crea un movimento di chiusura al 31/12 per portare la giacenza a zero per tutti gli articoli (solo da vers. 6.0c e successive). Contemporaneamente viene creato un solo movimento per articolo all’1/1 la cui quantità è calcolata in automatico in relazione alla sommatoria dei movimenti dell’anno precedente.   Terminata questa operazione è consigliabile creare un inventario per differenza inventariale.  
NON Generare Movimento di AperturaQuesta condizione genera un situazione di totale assenza di movimenti (tutto il magazzino risulterà con giacenza a zero). A differenza delle altre opzioni questa esecuzione è istantanea.   Di seguito sarà necessario inserire l’ inventario all’1/1 completo di tutti gli articoli.Crea un movimento di chiusura al 31/12 per portare la giacenza a zero per tutti gli articoli (solo da vers. 6.0c e successive).   Di seguito sarà necessario inserire l’ inventario all’1/1 completo di tutti gli articoli, in caso contrario tutte le giacenze sarebbero uguali a zero.

Si può pensare a rimuovere i movimenti di un periodo già chiuso solo per rendere i calcoli di giacenza e valorizzazione più veloci tuttavia per le aziende che gestiscono la valorizzazione del magazzino con calcolo al costo medio, al LIFO o al FIFO sarebbe bene eseguire le chiusure SOLO al termine del periodo fiscale verificando il valore assegnato al movimento di apertura scheda. Infatti rimuovere movimenti del periodo precedente potrebbe significare falsarne il valore se non viene generato il movimento di apertura valorizzandolo secondo il sistema di valorizzazione scelto (LIFO, FIFO, costo corrente).

Ricerca delle Banche con Gea.Net Pro

Facciamo un po’ di chiarezza sulla cella Banca Cliente/Fornitore presente nella Scheda Anagrafiche di Gea.Net Pro. Questa cella è importante non solo come dato conoscitivo ma anche perchè viene riportata in automatico – con possibilità di modifica – sui documenti.

La cella Banca Cliente/Fornitore può contenere 70 caratteri liberamente editabili sui quali è possibile indicare la banca e la filiale di riferimento del cliente. Con essa collaborano due celle conto corrente (una presente nella scheda cliente e una nella scheda fornitore) dove è possibile indicare il codice del proprio conto corrente che verrà gestito sul piano dei conti. Per gestire i conti correnti dalla Home Page selezionare Archivi -> Tabelle . La tabella “Conto Corrente” dovrà contenere SOLO i conti correnti intestati all’azienda utente di Gea.Net e non quelli dei diversi clienti e fornitori.

Per il cliente che paga con bonifico o per il fornitore pagato con Ri.Ba, Rid, Mav è superfluo indicare la banca d’appoggio in quanto sarà questo ad attivarsi per il pagamento e sarà sufficiente indicare presso quale conto eseguire il bonifico o inviare la Ri.Ba, quindi sui documenti emessi  è corretto che compaiano in automatico i nostri riferimenti bancari (azienda utente di Gea.Net).

Negli altri casi invece, abbiamo la necessità di conoscere i riferimenti bancari del cliente/fornitore per procedere all’incasso o al pagamento. Di conseguenza il codice IBAN deve sempre essere valorizzato correttamente perché solo in questo modo sarà possibile emettere Ri.Ba in automatico e colloquiare con il remote banking. La proprietà Banca Cliente/Fornitore è ugualmente importante perché viene stampata sui documenti e il cliente può verificarne la correttezza. Si tratta di un testo che può essere inserito senza necessità di un format specifico ma se l’IBAN inserito è corretto, la funzione di ricerca (icona con la lente di ricerca posizionata a destra sopra alla cella) lo valorizza in base alla tabella degli sportelli fornita dall’ABI senza doverlo digitare.

Stampe Documenti con Gea.Net Pro

Per ogni scheda gestita da Gea.Net, e soprattutto per i documenti, è possibile eseguire una stampa / anteprima di stampa. Per impostazione predefinita tutte le schede hanno un layout standard ma l’utente è libero di personalizzarle. Vediamo come è possibile configurarle.

Per prima cosa occorre aprire l’elenco di riferimento dell’entità (documento o scheda) che ci interessa stampare. Nell’esempio di seguito vedremo come operare per le fatture ma la stessa procedura vale per tutti le altre entità.

Nel modulo Fatture selezionare la voce Fatture quindi fare click su un documento qualsiasi o inserirne uno nuovo. Il layout di stampa si può modificare tramite il comando “Impostazioni di stampa” presente nel menu “Opzioni” che si trova sulla barra comandi del documento aperto, ma a scanso di equivoci, occorre precisare che la modifica avrà effetto su tutti i tipi di scheda/documento dello stesso gruppo. Dunque, per ogni tipo di scheda/documento viene fornita una impostazione predefinita che si genera automaticamente alla prima stampa ma che l’operatore potrà scegliere di modificare secondo le proprie esigenze, spostando e modificando i valori da stampare.

Selezionando “Impostazioni di stampa” si apre l’elenco delle tabelle associate al documento che possono essere personalizzate. Nell’esempio di seguito vedremo che al tipo Fattura sono associati due gruppi documento (Fattura Diretta e Fattura Differita).

Attenzione ! Se non è stata eseguita almeno una stampa (anche in passato) non vedremo nessuna tabella e non avremo la possibilità di modificare le impostazioni. Eseguire una stampa prima serve per acquisire le impostazioni predefinite e rendere più semplice la modifica delle Impostazioni.

Vediamo che le tabelle sono composte da una o più coppie (nell’esempio FATTURA e FATTURA_DETAIL per la stampa dei moduli delle Fatture Differite e FATTACC e FATTACC_DETAIL per la stampa dei moduli delle Fatture Dirette). La prima voce identifica la tabella principale che contiene tutte le impostazioni della scheda mentre nella seconda (_DETAIL) viene specificata la formattazione delle righe del documento con una rappresentazione molto più semplice che vedremo successivamente. Aprendo la tabella di testata notiamo che abbiamo indicativamente una riga per ogni cella di testata e per ogni riga abbiamo una serie di informazioni che specificano come deve essere riportato in stampa il valore.

Selezionando la riga si apre una schermata di popup che consente di modificare i parametri.

E’ possibile inserire voci non presenti o togliere alcune di quelle presenti e per ognuna è possibile modificare :

  • Descrizione (DescFieldName) : Intestazione che solitamente compare in stampa sopra al valore.
  • Tipo (Type) : Riporta il tipo di stampa previsto e non dovrebbe mai essere modificato dall’operatore. Solitamente deve essere stampato un TESTO (caratteri) ma potrebbe essere un’IMMAGINE, un CODICE A BARRE o un CAMPO NASCOSTO.
  • Posizione Orizzontale Inizio e Fine (PosX_IN, PosX_END) : Questi due valori sono espressi in centimetri ed indicano il punto di inizio e di fine (sull’asse X-orizzontale) in cui deve essere stampato il campo.
  • Posizione Verticale Inizio e Fine (PosY_IN, PosY_END) : Questi due valori sono espressi in centimetri ed indicano il punto di inizio e di fine (sull’asse Y-verticale) in cui deve essere stampato il campo.
  • Lunghezza (Length) : Numero di caratteri da stampare.
  • Pagina (Page) : Pagina in cui deve essere presente il dato se la scheda si snoda su più pagine. Indicare 0  se si vuole riportarlo su tutte le pagine, 99 se riportarlo sull’ultima.
  • Righe (Lines) : Numero di righe da stampare. Questo valore è solitamente uguale a uno tranne per i campi note che possono essere su più righe.
  • Bordatura (Printline) : Esegue una bordatura del campo in base ai valori di posizionamento orizzontale e verticale
  • Visualizza Zero (ViewZero) : Se indicato non stampa un eventuale voce che assumi il valore zero.
  • Nome Font (FontName) : Tipo di font da utilizzare. Il font deve essere presente sul PC nel momento in cui verrà stampato il documento, quindi è bene usare caratteri standard come Arial o Times New Roman. In questa sede non viene eseguito alcun controllo.
  • Dimensioni Font (FontSize ) : Dimensioni del font o percentuale ridimensionamento immagine su file PDF. Dalla versione 2.31, è possibile indicare in questo campo la percentuale con cui  si vuole ridimensionare l’immagine sulle stampe in formato PDF (ad. Esempio se si indica 60, l’immagine sarà ridimensionata al 60%). L’inserimento del parametro di ridimensionamento dell’immagine è consigliato ma può anche essere omesso. Nel caso sia omesso il calcolo sarà automatico secondo un algoritmo che valuta diversi fattori ma potrebbe non rispecchiare le aspettative dell’utente.
  • Colore (Color) : Colore del font. La descrizione del colore deve essere formattata in un modo particolare altrimenti verrà ignorata. Il formato deve essere simile a “Color [Black]” per il colore nero. Naturalmente il valore “Black” può essere sostituito con il nome (in inglese) di altri colori.
  • Grassetto (Bold) : Esegue la stampa in grassetto della voce.
  • Stampa dell’intestazione ( PrintHeader ) : Se indicato viene sempre stampata anche la descrizione della voce e non solo il suo valore. Anche per la descrizione è possibile scegliere Font, dimensioni, colore e grassetto.

Se scorriamo la tabella notiamo che la maggior parte dei campi ha la coordinate (POSX e POSY) uguale a 0. Questo significa che il campo non viene stampato a meno che l’operatore non intervenga a modificarne i valori.

Nei Documenti (ma non nelle altre schede) dovremmo notare anche una o due righe con Descrizione (DescFieldName) “Mittente”. Queste riportano l’intestazione della ditta e devono essere “azzerate” se si possiede una risma di carta preintestata. Anche qualora nel Profilo fosse stato definito un Logo aziendale, queste dovrebbero avere coordinate di stampa uguali a zero, ma contemporaneamente dovremmo vedere una riga con Descrizione “Logo”. Si veda di seguito “Stampa documenti e stampa logo aziendale su documenti” per maggiori dettagli.

Notiamo anche una riga con Descrizione (DescFieldName) “RIGHE”. Qui viene definito un rettangolo virtuale all’interno del quale si occuperà di stampare la tabella FATTURA_DETAIL. In pratica quest’area viene destinata a stampare le righe del documento. Si veda di seguito “Stampa righe documenti” per maggiori dettagli.

Area di Stampa

Per impostazione predefinita l’area di stampa della pagina è il formato A4 (21×29,7 cm.). Dalla versione 5.0b è possibile definire un’area di stampa diversa che può essere impostata e identificata in tabella dal nome COLL.PAGESIZE. Le proprietà POSX_END e POSY_END identificano la dimensione della pagina in centimetri.

Stampa di oggetti statici

Tra le impostazioni di stampa si trovano alcuni oggetti particolari che non fanno riferimento a valori presenti sul database ma riguardano oggetti statici che possono essere stampati in un determinato punto della stampa.

Questi oggetti sono identificabili perché il loro nome (FeldName) inizia per “COLL.LIBERO_” e per impostazione hanno la Descrizione (DescFieldName) vuota.

Gli oggetti statici che possiamo stampare sono :

  • Linee : i diversi oggetti linee rappresentano un rettangolo o una linea. Deve essere impostato un punto di inizio e di fine per mezzo di POSX e POSY in base al quale viene disegnata una linea retta o un rettangolo. La colonna Printline deve essere impostata a true. La descrizione del campo (DescFieldName) può essere lasciata vuota.
  • Testo : sono disponili oggetti testo che rappresentano un testo fisso. Per utilizzare questi oggetti devono essere impostate le coordinate (POSX* e POSY*), deve essere indicato il testo da stampare nella descrizione (DescFieldName) e deve essere impostata a vero la colonna Stampa dell’intestazione ( PrintHeader ). Possono essere modificati font, dimensione e colore.
  • Immagine : Per stampare un immagine nel campo descrizione (DescFieldName) deve essere indicato il nome del file da stampare (compreso il percorso). Per stampare l’oggetto devono anche essere impostate le coordinate (POSX* e POSY*).
  • Codice a Barre : Per stampare un codice a barre nel campo descrizione (DescFieldName) deve essere indicato il codice a barre da stampare seguito dal prefisso “[BC]” ( esempio : “[BC]12345678” stampa il codice a barre 12345678. Per stampare l’oggetto devono anche essere impostate le coordinate (POSX* e POSY*). Per definire la dimensione del codice a barre stampato si vedano i valori salvati nella funzione Impostazioni.

Gli oggetti Linee possono essere usati autonomamente o in abbinamento agli altri tipi di oggetto. Per non stampare la linea di contorno per un oggetto testo, immagine o codice a barre, la Bordatura (Printline) non deve essere selezionata.

Oggetti stampabili

Si consideri che la struttura di cui sopra è comune a tutti gli oggetti stampabili pertanto devono essere fatte alcune considerazioni:

  • Se l’oggetto da stampare è un Testo (stringa di caratteri) il punto di fine stampa non viene considerato ovvero la stringa viene stampata dal punto di origine definito per il numero di caratteri impostati. Agire eventualmente sul tipo e la dimensione del carattere per modificare il punto di fine stampa.
  • La stampa di un oggetto Immagine si comporta diversamente qualora si tratti di una stampa normale o di una stampa in formato PDF/Fax. Nel primo caso, se sono definiti i punti di fine stampa l’immagine viene ridimensionata nell’area stampabile. Nel caso di stampa in formato PDF il punto di fine stampa non viene considerato ma è possibile definire una percentuale di ridimensionamento dell’immagine impostandone il valore nel campo “Dimensioni”.
  • Alcuni dei valori da stampare possono essere in formato tabella (cioè disposti su più colonne) come nel caso delle righe documento o dei totali imponibili. La separazione per colonne è virtuale infatti per questi tipi di valori l’applicazione genera un campo testo formattato su più righe e il posizionamento delle colonne e’ calcolato in base alla larghezza del font usate. Se si usano font diversi da “courier” o “system” la larghezza dei vari caratteri e’ diversa e quindi e’ molto importante non intervenire sul font con cui stampare queste tabelle (“courier” per impostazione predefinita) altrimenti le colonne potrebbero risultare disallineate.

Stampa documenti e stampa logo aziendale su documenti

Le schede gestite in Gea.Net sono diverse e tra queste rivestono particolare caratteristiche le schede dei documenti quali Ordini, Documenti di Trasporto, Fatture. Nel momento in cui si stampa per la prima volta un documento questo viene preimpostato secondo una disposizione standard e, come detto, l’utente avrà la possibilità di modificare le impostazioni dei documenti per adattarle ad un proprio modulo o stile aziendale. Ricordiamo che, se ancora non è stato fatto, è bene stampare una prima volta il documento in modo da fare creare la configurazione standard e operare in un secondo momento intervenendo sulle impostazioni che si desidera modificare.

Durante la creazione, al momento della prima stampa, Gea.Net valuta se nella configurazione del Profilo aziendale è presente un file di logo. Qualora questo non fosse impostato viene generato un logo a caratteri, obbligatorio sui documenti e posizionato nell’angolo in alto a sinistra (vengono create una o due righe con Descrizione = “Mittente”). Se nel Profilo viene inserito il file di logo in un secondo momento, alla prima occasione questo verrebbe inserito, ma non sarebbe tolto quello a caratteri precedentemente generato. Sarà l’utente che dovrà agire tramite Impostazioni di stampa ed in particolare sulle righe “Mittente” azzerandone i valori.

Per il ridimensionamento di un file di logo aziendale valgono i concetti applicati ai file immagine trattati in precedenza. Ma è anche da valutare se non sia meglio ridimensionare un immagine con Microsoft Paint o altro software di gestione immagini.

Tutte le schede/documenti possono sempre essere stampate in diversi formati :

  • Su stampante. Viene richiesta di indicare una delle stampanti presenti su pannello di controllo quindi la stampa viene inviata al driver.
  • Anteprima di stampa. La stampa viene presentata a video e se richiesto inviata a stampante
  • Stampa in formato PDF. Viene generato un file PDF e solitamente aperto con il browser.
  • Invio EMail : Viene creato un file PDF, richiesto il l’indirizzo email e quindi inviata come allegato.
  • Invio Fax : Per questa operazione deve essere presente ZetaFax o altro software di gestione fax. Se si utilizza Linkfax questo deve essere presente sul server fax e sul PC client deve essere attivo il servizio “Messenger” (Vedi Pannello di Controllo, Strumenti di Amministrazione, Servizi ). Viene richiesto il numero di fax, creato un file PDF contenente nel nome il numero a cui deve essere inviato e depositato tale file in una cartella di fax in uscita.

Nei casi dove è possibile il numero di fax o l’indirizzo Email viene proposto automaticamente, ad esempio se si stampa un ordine o una fattura i dati vengono ricavati dalla scheda anagrafica.

Stampa Righe Documento

Alla stampa delle righe di dettaglio è riservata un’area identificata in tabella dal nome “COLL.DETAILSPACE” (Descrizione = “Righe”). Le Coordinate di Stampa di questo oggetto, identificano un rettangolo all’interno del quale saranno stampate le righe di dettaglio. Si consiglia di utilizzare il carattere Courier per consentire un corretto allineamento dei caratteri e una migliore leggibilità.

L’area riservata alle righe del documento è gestita dalla tabella con suffisso _DETAIL.

Sulla tabella di dettaglio la gestione dei parametri è molto più semplice in quanto tutte i parametri come le coordinate, il carattere, ecc. sono state impostate nell’oggetto “Righe” della tabella principale.

Qui deve solamente essere indicato l’ordine delle colonne (Pos.X Iniziale) e la lunghezza espressa in caratteri (Lunghezza).

Dall’immagine riportata possiamo vedere che la prima colonna è destinata al codice articolo per 18 caratteri, la seconda alla descrizione per 30 caratteri, la terza all’unita di misura, ecc.

Nella colonna Descrizione (DescFieldName)viene riportata l’intestazione della colonna come sarà riportata in stampa e che può essere modificata dall’utente.