Riferimenti Bancari, cosa cambia

Da Febbraio 2016 non sono più consentiti i flussi CBI tra banche e sostituiti con tracciati SEPA che si basano su codice IBAN.
Di conseguenza nella prossima versione di Gea.Net Pro ABI, CAB e Numero di Conto Corrente non saranno più gestiti nei documenti e nello scadenzario. Al tempo stesso diventa indispensabile il codice IBAN che sarà anche l’unico riferimento bancario di creditori e debitori.
Se nella scheda anagrafica clienti/fornitori sono presenti ABI,CAB e Numero di Conto Corrente ma non il codice IBAN questo verrà generato e salvato in automatico altrimenti dovrà essere inserito correttamente.

Il codice IBAN è un codice di 27 caratteri e deve essere digitato senza spazi. La composizione prevede che sia formato da :

  • Sigla internazionale secondo lo standard ISO 3166, 2 caratteri (‘IT’ per l’Italia)
  • Numeri di controllo (CIN euro) , 2 caratteri , calcolato secondo un algoritmo
  • Codice BBAN. Per l’Italia il BBAN è stato fissato a 23 caratteri, prevedendo una lettera per il CIN, 5 numeri per l’ABI, 5 numeri per il CAB e 12 caratteri (alfanumerici) per il conto corrente, portando quindi l’IBAN a un totale di 27 caratteri.

La maggior parte dei software di remote banking continua a consentire l’importazione di flussi CBI delle Ricevute Bancarie per compatibilità con i software ERP in circolazione e Gea.Net continuerà a produrlo proprio per questo motivo, tuttavia le coordinate bancarie italiane (ABI,CAB e CC appunto) non saranno gestiti come campi autonomi ma estratti appunto dal codice IBAN.

Concludiamo con un breve accenno anche al codice BIC.
Il BIC (Bank Identifier Code) è un codice (codice SWIFT: Worldwide Interbank Financial Telecommunication) utilizzato nei pagamenti internazionali per identificare la Banca del beneficiario secondo lo standard ISO 9362 ed è disponibile praticamente per tutte le banche mondiali. Deve essere utilizzato insieme al codice IBAN per trasferimenti di denaro mediante bonifico internazionale.
Da Febbraio il codice BIC che identifica una banca del sistema UE o dei maggiori paesi occidentali non deve più essere necessariamente indicato nei tracciati SEPA ma rimane obbligatorio per le banche di altri paesi.

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