Distinta Base variabile

Ci si potrebbe trovare nella condizione di essere impossibilitati a determinare a priori la distinta base di un prodotto finito oppure, pur essendo possibile, potrebbe essere variabile in determinate condizioni.

E’ un caso molto frequente nel settore dell’abbigliamento o delle calzature dove a fronte di taglie o di colori diversi cambiano le quantità utilizzate. A volte si risolve creando un codice diverso per ogni combinazione taglia/colore ma spesso per ragioni pratiche si decide di soprassedere e creare un codice unico.

Anche in altri settori artigianali potrebbe essere impossibile sapere a priori la quantità di materiale necessaria. Si pensi ad esempio allo scarto/sfrido di materiale (pezzi inutilizzabili creati dai processi di lavorazione) come possono essere barre di ferro o di legno troppo corte per essere riadattate o montato su utensili per la lavorazione, oppure lo scarto sulle lamine e sui tessuti tagliati per realizzare il disegno di un prodotto o di un componente.

In tutti questi scenari è impossibile calcolare esattamente la quantità di materiale o di componenti utilizzati e non rimane che cercare di calcolare una media ben sapendo che in fase di inventario si verificheranno necessariamente delle differenze.

Così in caso di articoli di taglie diverse dovremo mettere la quantità necessaria per le taglie mediane (oppure un valore congruente in base alle taglie che si presume di produrre) , nel calcolo dell’uso delle barre o delle lastre dovremo inserire una quantità maggiorata necessaria a coprire gli scarti di lavorazione. Sono valori medi di scarto calcolati sul lungo periodo ben conosciuti dai responsabili di produzione, così ad esempio se normalmente lo scarto di materiale è del 7% , nella distinta base la quantità inserita dovrebbe essere il 107% di quella realmente necessaria.

Pur non potendo garantire la precisione assoluta, sul lungo periodo queste tecniche ci permetteranno di avere un ottimo grado di approssimazione fino a sfiorare la rilevazione puntuale delle giacenze.

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Cicli di lavorazione variabili

In questo articolo voglio analizzare un problema piuttosto ricorrente soprattutto nelle aziende che producono articoli su commessa e spesso ci si trova ad integrare uno o più componenti che assumono valore diverso in base alla lavorazione necessaria per adattarlo al prodotto.

Si aprono tre scenari diversi. Vediamo come gestirli, non solo in Gea.Net ma anche nella maggior parte dei software gestionali in commercio :

1) La casistica più semplice è quella di adattare un componente ad una serie di prodotti diversi in base alle caratteristiche di questi. In sostanza sullo stesso componente avremo una lavorazione diversa a seguito dell’uso che ne dovremo fare e del prodotto finito (o componente) in cui dovrà essere assemblato. Potrebbero esserci diverse soluzioni ma la migliore spesso consiste nel creare un codice articolo (componente) diverso per ognuno dei casi differenziando per ogni scheda articolo (componente) il ciclo di lavorazione previsto. Infatti in questo contesto si presume che i tipi di lavorazione possibile siano pochi (forse 2 o 3) e che per ogni prodotto finito si dovrà procedere sempre con la stessa. Dunque avremo tanti articoli (componenti) con valore diverso in base al loro ciclo. Nella distinta base del prodotto finito andremo ad associare quello corretto (con valore già prestabilito) che di conseguenza determinerà anche il valore del PF.

2) Se invece il costo del componente è variabile in base al prodotto finito in cui sarà assemblato pur essendo possibile stabilirlo a priori, si presume per logica che esso sia da imputare al prodotto finito. In pratica si richiede una lavorazione particolare per adattare il componente a quel determinato prodotto. Ne consegue che l’operazione più corretta è inserire la lavorazione direttamente nel ciclo del prodotto finito.

3) Più problematico è quando il costo non è neanche imputabile al prodotto finito in quanto tale, ma la lavorazione necessaria può avere costi diversi imputabile a fattori esterni (urgenza, lavorante, costo a consuntivo, ecc.). Infatti in questo scenario non è possibile determinare a priori il valore puntuale del prodotto finito e non rimane che fare una media dei costi di lavorazione, cioè nel ciclo di lavorazione del componente dovremo mettere un costo “medio” di lavorazione. In sostanza siamo in una delle due condizioni precedenti ma non possiamo determinare il costo preciso del componente (e il valore del prodotto finito) se non a consuntivo. E’ pratica scorretta, seppur spesso adottata, modificare il valore del prodotto finito solo una volta realizzato perchè questo potrebbe influire sul prezzo applicato a future offerte – che verranno prodotte in condizioni diverse – ma soprattutto perchè in una valorizzazione al costo corrente è più corretto associare un costo medio (o presunto) piuttosto che l’ultimo costo (che potrebbe essere anche notevolmente più alto o più basso di quello comunemente pagato).

 

Queste tre condizioni sono quelle che normalmente si dovrebbero presentare ma non mancano casi particolari che sarebbe bene analizzare più in dettaglio con un consulente qualora dovessero verificarsi.

Amarcord

Qualche settimana fa, sistemando il solaio, mi è capitato tra le mani un vecchio pieghevole di GEA98.
Ho deciso di pubblicare questo articolo proprio oggi che cade il ventennale della nascita.

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Alcuni partner e utenti più affezionati hanno vissuto il susseguirsi delle versioni (GEA95,GEA98,GEA2002,GEA2004,Gea.Net) e anche per loro credo sia un tuffo al cuore rivisitare il passato. Un breve ricordo al link https://youtu.be/31bh39BE6Z8 .
Ma se GEA98 è il papà, Gea.Net aveva anche un nonno. Scritto in COBOL girava in ambiente DOS (quanti ricordi), non aveva un nome di battesimo perchè negli anni 80 non usava e purtroppo di lui sembra non essere rimasto niente.
Mi riprometto di cercare qualche vecchio documento o qualche vecchio PC per postare qualche memoria se possibile.
Ma com’era il mondo informatico nel 1998 ? Internet era agli albori e il software si distribuiva con il passaparola o facendo tanti KM in auto, partecipando alle fiere e facendo accordi con rivenditori locali.

Guardando il pieghevole la prima cosa che mi è saltata agli occhi sono i miei dati fiscali (Prodotto Da) presenti sul retro.
Internet esisteva da un paio d’anni ed era ancora un "gioco" per pochi smanettoni. Ad esempio .COMM, che sul pieghevole rappresenta l’azienda rivenditrice, non aveva ancora un sito e forse neanche un indirizzo email.
In particolare il link al sito web su IOL (Italia On Line) era troppo invitante per non andare a vedere se esistevano ancora quelle pagine.
Mi avrebbe fatto piacere raccontarvi che il sito era ancora al suo posto ma purtroppo il brand Digilander è stato venduto e le vecchie pagine si sono perse.
L’indirizzo email invece è ancora attivo ma non scrivetemi lì perchè non lo leggo da anni.
Anche il numero dello smartphone (allora si chiamava cellulare) è ancora lo stesso. Oggi c’è la portabilità del numero ma allora non esisteva e se sono riuscito a mantenerlo è solo perchè possedevo già un telefono per sistema GSM (i TACS con prefisso 0337 sarebbero morti nel giro di qualche anno) e non ho cambiato operatore per diversi anni.

 

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Ma che dire del software. Fa tenerezza l’immagine del monitor sulla scheda articoli di magazzino ma all’epoca un file jpeg agganciato ad una registrazione era un tratto distintivo.
A chi utilizza regolarmente Gea.Net le schede risulteranno piuttosto familiari, sia come intestazione che come contenuti. Infatti tutte le tabelle popolate con le schede presenti sul volantino (clienti/fornitori, articoli/listino, documenti) sono perfettamente compatibili.
Un ultimo appunto è il fatto che questa versione ha resistito all’anno 2000 e al cambio Lira/Euro. Può sembrare banale ma l’analisi di base è del 1992 quando il cambio di secolo era abbastanza vicino ma del cambio di divisa ancora non si parlava e con la Lira i decimali non esistevano. La maggior parte dei software gestionali sono morti per l’uno o per l’altro motivo ma GEA ha resistito.

Avrei voluto postare un link per rendervi disponibile la versione di GEA98 ma mi sono accorto che su Windows 10 è piuttosto complicato farlo funzionare. Per chi fosse interessato potrei organizzare una visita guidata presso un paio di aziende che ancora utilizzano GEA2004 (un saluto ed un ringraziamento a loro per la fiducia). Infatti in un paio di realtà gira ancora in affiancamento a Gea.Net. Le schede anagrafiche e il ciclo passivo sono ancora attuali e soprattutto compatibili con le ultime versioni.
Purtroppo le modifiche di legge lo hanno reso in parte incompatibile per i moduli di magazzino e contabilità ma su vecchi PC in rete può fare ancora una parte del lavoro.
Morale : Una buona analisi paga sempre e garantisce la longevità del software.
Nel caso di GEA98 sono state solo le nuove versioni del sistema operativo a renderlo obsoleto.