Scarto autofatture per nome file errato

Può capitare che i file XML generati da Gea.Net Pro e relativi alle autofatture elettroniche vengano scartati dalla piattaforma di SDI per Nome File Errato.
Il caso non è particolarmente frequente, anzi si verifica in casi molto particolari e più precisamente quando si riceve una fattura con un numero documento ‘molto grande’.
Questo può succedere solo se si collabora con grandi organizzazioni che creano centinaia di migliaia di fatture in un anno, quindi la maggior parte degli utenti non riscontrerà mai questo problema, tuttavia, nel caso, vediamo come è possibile risolverlo in pochi secondi.

Bisogna premettere che secondo le indicazioni puntuali dell’Agenzia Delle Entrate, il nome del file XML delle fatture elettroniche dovrebbe essere formattato con ‘[PartitaIVA]_[progressivoDi5Caratteri].XML’ ma in verità questo vale solo se si invia il file direttamente alla piattaforma ‘Fatture e Corrispettivi‘ dell’Agenzia delle Entrate.
Se invece si usa il software di un Intermediario i controlli formali dipendono da esso e non è detto che questa regola debba essere rispettata. Anzi, la maggior parte dei software di Intermediari assegnano un loro progressivo dopo avere importato i dati contenuti nel file XML, per cui, di solito, accettano anche formattazioni libere. Nel caso non sia così, è difficile comprendere i motivi di uno scarto causato dal nome del file o quantomeno bisogna fare riferimento alla documentazione tecnica del software in questione.

Comunque sia, per evitare di inviare due volte lo stesso documento, l’algoritmo di Gea.Net assegna un nome che identifica univocamente Anno/Tipo/Numero Fattura. L’algoritmo prevede che il numero possa essere superiore a 1.650.000 (oppure 46.500 se si usa la serie) rimanendo nello standard imposto da SDI (5 caratteri).
Questa soluzione è più che sufficiente per le fatture emesse ma per le autofatture può risultare problematica se ci si imbatte in grandi organizzazioni o multinazionali che emettono molte migliaia di fatture in un anno.

Nel caso di una autofattura n.134457, ad esempio, viene generato il nome ‘…_8X34Z5.XML’ che non sarebbe formalmente corretto perché, essendo troppo lungo il numero della fattura, crea il nome del file con 6 caratteri invece che 5 come richiesto da SDI.
Quindi per rientrare nelle indicazioni di SDI il nome dovrebbe essere modificato ad esempio in ‘…_8X34Z.XML’ perché ‘…_8X34Z5.XML’, essendo più lungo del previsto, sarebbe oggetto di scarto.
Ma forzando l’algoritmo a togliere un carattere nel caso si eccedesse, si otterrebbe un falso negativo nel caso si ricevessero due file con numerazione seguente oppure sarebbe impossibile bloccare un eventuale doppio invio.
Per questo motivo la scelta progettuale di identificare univocamente il numero con il nome del file non può essere messa in discussione in quanto potrebbe causare criticità maggiori, ed inoltre, se il flusso viene inviato attraverso Intermediari, potrebbe essere inutile.

Ma se si invia il file attraverso ‘Fatture e Corrispettivi‘ si potrebbe rendere necessario modificare manualmente il nome del file verificando prima di non avere già inoltrato il documento.
La soluzione più veloce sarà pertanto quella di togliere l’ultimo carattere dal nome file ma solo se si incorre in uno scarto del flusso, oppure assegnare alle autofatture una numerazione progressiva interna.
Il problema è facilmente gestibile quando parliamo di un piccolo numero di autofatture in anno, soprattutto perché, come detto, si dovrà intervenire solo nel caso in cui il file non venga accettato.

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Importazione dati molto più ricca con Gea.Net Pro 6.1e

Oggi voglio soffermarmi sulla funzione di Importazione Dati, voce presente in Utilità Database.
Questa funzione permette di importare dati da un flusso XML, che deve essere strutturato come previsto dai tecnici di Gea.Net Pro, oppure in formato CSV.
In pratica, utilizzando il formato XML è possibile valorizzare ogni tipo di parametro della tabella interessata, ma la struttura è dinamica e si arricchisce con il susseguirsi delle versioni dell’ERP.
Per questo motivo non esiste una documentazione univoca e il modo migliore per acquisire i requisiti tecnici necessari consiste nell’esportare un XML di esempio dell’entità che si desidera trattare.
Cioè se ad esempio si desidera creare una funzione che genera un XML correttamente strutturato per importare un ordine, la cosa migliore è creare un ordine con Gea.Net Pro, esportarlo usando la voce “Esporta XML” e ricavare le informazioni facendo reverse engineering sul file generato.
Insomma, per un tecnico non è una attività particolarmente complessa ma per un utente diventa piuttosto ostico.

La possibilità di importare dati attraverso un flusso CSV, che può essere generato anche da un foglio Excel o da un comune text editor, è molto più semplice ed immediato, soprattutto se si deve creare un file da utilizzare una sola volta come può accadere in fase di migrazione da altro ERP.
E qui arriva la buona notizia perché con Gea.Net Pro 6.1e la struttura del CSV è molto più ricca. Sia chiaro che anche con versioni precedenti tutte le proprietà principali erano presenti tant’è vero che fino ad oggi si è sempre operato ugualmente, magari tralasciando informazioni di secondaria importanza che non pregiudicavano la lavorazione successiva.
Ma oggi anche con un file CSV è possibile valorizzare la quasi totalità delle informazioni necessarie a Gea.Net Pro per operare sulle varie entità.
E questo può solo fare piacere all’utente finale perché rende possibile una migrazione o la collaborazione con altri software senza doversi avvalere per forza di un tecnico.

Per saperne di più consulta http://www.geanetweb.com/help/UTIL91.htm dove è possibile ricavare anche la documentazione tecnica.

Gea.Net Pro e il backup locale temporizzato

Per quanto si possano scrivere articoli e fare prediche per sensibilizzare gli utenti ad eseguire le copie dei dati presenti sui propri PC, quotidianamente abbiamo riscontri negativi e, personalmente, da tempo ho preso atto che una parte di utenti non le farà mai con la dovuta costanza.
In seguito ad una perdita parziale del proprio lavoro, capita anche che vi sia chi dedica la giusta attenzione per qualche tempo salvo poi disinteressarsene una volta passata la paura.
Per fortuna la maggior parte delle aziende è sensibile a questo tema e anche la legge prevede responsabilità civili e penali sulla salvaguardia dei dati, ma purtroppo quando si entra nelle aziende a gestione familiare lo scenario cambia.

Per offrire una soluzione che potesse essere apprezzata in diversi scenari, nel nuovo Gea.Net Pro 6.1e è stato introdotto un sistema di backup locale temporizzato.
Uno degli obiettivi era rendere l’operazione semplice, automatica e pianificata (cioè farla partire quando serve) senza creare disagi all’utente.
Ma l’obiettivo principale era soprattutto quello di prevenire due potenziali “disastri” di cui abbiamo scritto in passato :

Dovendo creare un processo senza interazione con l’utente, non era possibile trovare una soluzione che avesse le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente, che per forza di cosa devono prevedere uno scenario specifico e diversi parametri da impostare.
Di fatto quello adottato deve essere visto come un processo che si affianca ma non sostituisce le normali copie pianificate dall’amministratore. Insomma è “meglio che niente” ma non deve essere vista come una soluzione che declina le responsabilità dell’amministratore.
Inoltre si ritiene che le aziende “vulnerabili”, cioè quelle che nonostante tutte le raccomandazioni non fanno correttamente i backup, siano quelle che utilizzano il database standard usato da Gea.Net, quindi questo processo è pensato solo per Microsoft Access.

Premesso ciò, vediamo nello specifico come opera la soluzione adottata.
Come anticipato non è per nulla invasiva, infatti non ha bisogno di impostare variabili, parte alla chiusura di Gea.Net Pro ed esegue una copia del database senza che l’operatore debba ricordarsene o eseguire alcuna operazione.
Chiudendo l’ERP, se il sistema ritiene sia necessario, archivia il database nella cartella

[cartella \GeaNet]\bin\DATI\Backup[nome azienda]

Al termine dell’operazione, se tutto è andato a buon fine, un algoritmo calcola la data (tra i 7 e i 30 giorni) in cui verrà pianificato il backup successivo.
Quindi l’unica accortezza richiesta all’utente è quella di non spegnere il PC prima della fine del processo di copia. Il tempo di attesa può essere nell’ordine dei secondi se i dati si trovano su rete locale o in cloud ed è disponibile la fibra ottica, mentre può essere anche di un paio di minuti se deve essere eseguito il download attraverso una ADSL.
Lo spazio su disco richiesto è pari alle dimensioni del database stesso, anche se in realtà nella cartella di Backup viene sempre mantenuta la copia precedente in un file in formato ZIP, mentre le copie più vecchie vengono spostate nel Cestino di Windows e lì rimangono fintanto che l’utente non decide di rimuoverle.
Il processo di backup non può essere disattivato. Al massimo può essere posticipato intervenendo sulla data pianificata nelle Impostazioni che però non può andare oltre i 3 mesi.

Errore causato dalla dimensione del database (cloud)
Se si sta lavorando su una installazione monoutente o con database presente su rete locale non ci sono problemi ma se il database risiede in cloud la sua dimensione potrebbe causare qualche grattacapo.
Alla base di questo potenziale problema c’è il fatto che il download non viene frazionato in tempi diversi ma avviene in un’unica soluzione, quindi si deve avere sufficiente RAM per poterlo gestire.
Nella configurazione standard, Gea.Net Pro può scaricare correttamente database di circa 200 MB, che per un database Microsoft Access cominciano ad essere volumi importanti.
Di solito quando si raggiunge quella dimensione si dovrebbe pensare a rimuovere i documenti degli anni precedenti o passare a database più performanti come SQL Server.
Ma non è raro vedere database Access anche di 500 MB che continuano ad offrire prestazioni soddisfacenti quindi vediamo come risolvere, anche se il consiglio è di confrontarsi prima con un tecnico di Gea.Net. Naturalmente non proseguite oltre senza avere prima fatto una copia dei dati.

La dimensione della RAM che vogliamo dedicare al servizio Gea.Net DbService, che è quello che colloquia con il database in cloud, è parametrizzabile dal file geanet\bin\GeaNet.exe.config
Dalla immagine seguente possiamo vedere che aprendo il file di configurazione dovreste ritrovarvi i parametri interessati allo scopo (sottolineati in rosso) valorizzati a circa 222 Milioni di Byte.

La soluzione per andare oltre al limite prefissato è piuttosto semplice: basta modificare anche solo la prima cifra di ognuno di questi valori, inserendo 5 invece di 2 renderemmo possibile il download di un database di oltre 500 MB.
Ma come per tutte le cose non bisogna esagerare, infatti Windows gestisce le app in modo che non possano usare troppa RAM perché questo potrebbe creare un crash del sistema quindi se avete 8GB di RAM non dovreste riuscire a destinarne più di 2 a Gea.Net.
Personalmente non ho mai visto un azienda mettere in produzione un database Access di 2GB ma se questo fosse il vostro caso non rimane che fare il download con FileZilla o altri client FTP.

Una piccola raccomandazione: Framework.Net è un po’ permaloso per queste cose e se si inseriscono valori fuori scala o non previsti, Gea.Net non riuscirà ad accedere al database in cloud (e forse neppure ad avviarsi). Per esempio “maxBufferSize” e “maxReceivedMessageSize” devono necessariamente avere lo stesso valore.
Quindi salvare il file di configurazione prima di manipolarlo è cosa buona e giusta.

Database in cloud: Come combinare un grosso guaio

Per quanto si possa sollecitare gli utenti a fare costantemente le copie dei propri dati, cosa che peraltro non tutti si prendono la briga di fare, in un paio di occasioni ho riscontrato a malincuore che c’è chi è riuscito a stupirmi. Allora ho pensato di scrivere questo breve articolo per invitarvi a fare un viaggio nell’orrore, sperando che sia di monito a tutti.

Partiamo da un punto fermo. Spostare il database in cloud è grosso vantaggio per l’utente perchè si incarica il provider di fare una copia dei dati quotidianamente. Questo però non deve essere un alibi a non fare mai le copie. Certo, ci si può permettere di farle con una minor frequenza, ma una copia in locale, seppur della settimana prima, deve sempre esserci.
Ma volete una statistica fatta su due piedi: oltre la metà degli utenti non ha una copia locale, neppure vecchia di sei mesi.
Già questo sarebbe una grave mancanza ma purtroppo non è la cosa peggiore. A distanza di qualche mese, l’abitudine a non fare mai le copie, comporta che l’utente non abbia più idea di dove risiedono i propri dati.

Ecco allora che quando la web agency di turno si propone di fare un nuovo sito sfavillante il disastro si sta per compiere.
Il primo passo è la ricerca di un nome adeguato per il nuovo dominio, operazione che spesso è di competenza di un ragazzo che lavora in azienda da pochi mesi. Egli trova un nome che suona proprio bene e (guarda il caso fortunato) appartiene proprio all’azienda cliente. Non si pone alcuna domanda ma chiede al cliente di usare proprio quel nome.
Peccato che quel dominio è proprio quello che ospita il database aziendale con tanto di servizi annessi e peccato che il responsabile dell’azienda cliente, a cui quel nome non dice niente e preso da mille incombenze, dia subito il consenso a cuor leggero.
Ma anche la web agency è presa da mille incombenze per cui l’ultima cosa che viene in mente è di fare una copia preventiva del contenuto del dominio o anche solo guardare cosa vi è contenuto.
Anzi, per accelerare la migrazione verso il provider con cui opera solitamente, manda subito la disdetta al vecchio provider.
A questo punto il disastro è completo perchè il vecchio provider (su cui risiede il database aziendale) viene sollevato da ogni obbligo e l’azienda utente non ha una copia locale dei dati.

Il giorno seguente il nostro utente cerca di fare le fatture come ha sempre fatto e solo allora si accorge di averla combinata grossa. Ora l’unica soluzione è cercare di trovare un accordo commerciale con il vecchio provider, sperando sia possibile recuperare un vecchio backup, ma il conto da pagare sarà molto salato.

E’ vero, in questo scenario dell’orrore siamo in presenza di diverse gravi leggerezze, ma la realtà è che mi si è presentato già in un paio di occasioni.
In un caso siamo stati fortunati perchè un paio di settimane prima avevo dovuto eseguire operazioni di manutenzione sul database, per cui sono riuscito a recuperare una copia dal mio PC.
Nel secondo caso l’utente è dovuto ripartire da zero e per fortuna, avendo pochi clienti e articoli e non tenendo la contabilità, se lo è potuto permettere.

Dopo avere letto questo, c’è ancora qualcuno che pensa che fare la copia dei dati sia solo una inutile perdita di tempo ?

Nuovo Gea.Net Pro 6.1d e Tls 1.2

Sempre più provider richiedono l’utilizzo del protocollo di sicurezza TLS (Transport Layer Security) in versione 1.2 per poter accedere ai dati presenti sui loro server pertanto, con la prossima versione 6.1d, che sarà rilasciata nei prossimi giorni, si è ritenuto di includere questa funzione in modo nativo in Gea.Net Pro.

Purtroppo versioni più datate di Windows, nate prima di Tls1.2, non consentono il suo utilizzo oppure richiedono che venga installato un Service Pack o aggiornato il Framework .Net.
Per sapere se il nostro sistema supporta Tls 1.2 basterà avviare Gea.Net Pro e nel caso fossero riscontrati problemi, all’avvio verrà segnalato l’impossibilità di utilizzare Tls1.2 .
A questo punto possiamo provare a risolvere semplicemente installando Framework .NET 4.6.1 che può essere scaricato da:
https://www.microsoft.com/it-it/download/details.aspx?id=49982

Se il Framework .NET 4.6.1 non si installa o al successivo avvio Gea.Net Pro presenta ancora la notifica, bisogna sporcarsi le mani con Windows.
In particolare Windows Vista SP2, Windows Server 2008 SP2 o sistemi più datati non supportano le versioni del protocollo TLS più recenti rispetto alla 1.0. Le applicazioni .NET Framework 2.0 SP2 gestite in esecuzione in Windows Vista SP2 o Windows Server 2008 SP2 non possono usare TLS 1.2 o TLS 1.1, anche se questi protocolli sono impostati nella proprietà ServicePointManager.SecurityProtocol.
Va leggermente meglio con Windows 7 e 8 che devono essere configurati a dovere come documentato negli articoli :
https://docs.microsoft.com/it-it/mem/configmgr/core/plan-design/security/enable-tls-1-2-client


https://support.microsoft.com/it-it/topic/aggiornamento-per-abilitare-tls-1-1-e-tls-1-2-come-protocolli-sicuri-predefiniti-in-winhttp-in-windows-c4bd73d2-31d7-761e-0178-11268bb10392

Le cose dovrebbero andare decisamente bene se si utilizza Win8.1, Win10 e Win11 dove si ritiene che non sia necessario intervenire a meno che in precedenza il protocollo non sia stato volutamente inibito.

Ma perchè Gea.Net Pro 6.1d deve integrare Tls 1.2 ?
Se si possiede una installazione monoutenza (o con database su rete locale) e non si è soliti inviare email ai clienti attraverso Gea.Net Pro, in effetti Tls 1.2 non serve.
Più in generale, nell’utilizzo di Gea.Net Pro, il protocollo di sicurezza è del tutto ininfluente se non si deve accedere (in lettura o in scrittura) a dati esterni.
In questi casi, anche se si possedesse una versione meno recente di Windows, l’errore segnalato in apertura che notifica l’impossibilità di usare Tls 1.2, può tranquillamente essere ignorato.

Ma in tutti gli altri scenari potrebbero essere dolori. Usiamo il condizionale perchè il problema è legato soprattutto dal provider che si utilizza e su cui risiedono i dati da inviare o ricevere.
Tuttavia bisogna considerare che negli ultimi tempi molti provider configurano i nuovi server per colloquiare solo con Tls 1.2, mentre prima veniva lasciata libera scelta all’utente che di conseguenza poteva decidere di usare un protocollo piuttosto dell’altro. Certo, la sicurezza non era la stessa, ma in molti casi Tls 1.0 è tuttora più che accettabile, soprattutto perchè Gea.Net DbService integra già un proprio sistema di crittografia dei dati inviati/ricevuti.

Se invece parliamo delle funzionalità usate nell’ERP, forse la posta elettronica è marginale e si potrebbe ovviare perdendo un paio di secondi ed inviando attraverso il proprio client di posta la email già impostata.
Insomma, si tratterebbe di fare solo 4 click in più, però è una piccola scomodità e anche Gmail (il più utilizzato dagli utenti Gea.Net) ha annunciato maggiori controlli sulla sicurezza.
Il problema grosso nasce quando il proprio database risiede in cloud, magari su un server condiviso di Aruba. In questo caso non ci sono altre possibilità perchè se il provider decide, giustamente, che un sistema di sicurezza più blando mette a rischio anche i dati degli altri clienti, ci si può solo adeguare.
Ma quando sarà il D-Day? Quando il provider che mi fornisce il servizio alzerà il livello di sicurezza? La risposta è laconica: Non si sa!
Non si può sapere perchè il provider agisce arbitrariamente nella fornitura di un servizio, per cui da un giorno all’altro può decidere di spostare i dati di un determinato gruppo di utenti da un server all’altro senza dare preavviso.
Quindi può capitare di arrivare in ufficio alla mattina e di non riuscire ad accedere ai dati. Certo, se già si possiede una versione recente di Windows, la soluzione si trova velocemente aggiornando la versione dell’ERP, ma forse è meglio prevenire e installare fin da subito Gea.Net Pro 6.1d.

Gea.Net Pro : Problemi accesso in Cloud (Aruba)

Da qualche giorno Aruba sta rivedendo la policy di sicurezza e sembra non sia più consentito accedere dall’esterno ai loro server se non usando il protocollo TLS1.2. Nessun problema se si utilizza Gea.Net Web ma per accedere attraverso Gea.Net Pro occorre scaricare una versione aggiornata.

Purtroppo non è stato dato nessun preavviso per cui il rilascio di Gea.Net Pro 6.1c è stato reso disponibile in tutta fretta e senza nessuna comunicazione preventiva. Come per le precedenti, il download è possibile secondo le modalità descritte nell’articolo

https://fabrizioborghi2.wordpress.com/2018/10/16/aggiornare-gea-net-pro/

Con tutte le precedenti versioni precedenti di Gea.Net Pro non si riesce ad accedere per cui non ci sono alternative se non installare l’aggiornamento.

Dopo aver scaricato l’aggiornamento, in tutti i PC, si deve modificare la DBConnectionString aggiungendo in coda “SECURITYPROTOCOL=TLS 1.2;”

La nuova DBConnectionString diventa pertanto:

WS;[…StessaStingaPrecedente…];SECURITYPROTOCOL=TLS 1.2;

Attenzione. Per ragioni di sicurezza laDBConnectionString non è modificabile se prima non si esegue Comandi -> Modifica Valori Protetti presente sulla Barra Comandi.

Importare/Esportare dati tra diversi database di Gea.Net

Sono sempre di più le amministrazioni che utilizzano Gea.Net Pro in modo distribuito, cioè archiviando i propri dati su due o più database. Le ragioni possono essere diverse: più aziende dello stesso gruppo, più sedi (filiali o negozi) oppure una semplice esigenza di replicazione. Qualunque sia la vostra esigenza, sarete contenti di sapere che sulla barra comandi delle funzioni di presentazione (elenco) delle principali entità troverete la voce Importa/Esporta , una funzione semplice e potente per trasportare informazioni senza doverle reinserire.

La funzione Esporta XML presente sulla barra comandi è disponibile per:

  • Anagrafiche Clienti e Fornitori
  • Articoli di magazzino
  • Piano dei conti
  • Documenti (sia ciclo attivo che passivo)
  • Movimenti di Magazzino

La funzione di esportazione presente sulla barra comandi è simile a quella presente nel menù contestuale della griglia tuttavia la prima è sempre da preferire in quanto:

  • riporta sempre tutte le colonne delle registrazioni anche quando queste non sono presenti a video
  • esporta anche le griglie collegate (ad esempio gli indirizzi alternativi della scheda anagrafiche clienti)
  • si predispone per una nuova numerazione dei documenti importati per evitare la sovrascrittura se esiste un documento con la stessa chiave principale (ID)

Lo scopo principale della funzione di esportazione è la successiva Importazione Dati dal menù Utilità Database che solitamente viene eseguita su una seconda sede o azienda. Come detto le finalità sono molteplici, si pensi ad un gruppo che vende gli stessi articoli in aziende diverse oppure la condivisione di clienti e fornitori tra aziende, il commercialista che vuole riportare lo stesso piano dei conti ai diversi clienti, l’agente che crea gli ordini sul proprio PC e li deve riportare in azienda, l’azienda che ha filiali su sedi distaccate o negozi che devono riportare Documenti di Trasporto o Fatture emesse. Insomma le necessità possono essere veramente tante e, seppure la configurazione cloud sia sempre da preferire, per policy interna non tutte le aziende la vogliono adottare oppure non si presta per tutti gli scenari, quindi il riallineamento dei documenti è ancora molto usato e spesso si rivela uno strumento indispensabile.

Da Utilità Database -> Importazione Dati

Il file XML potrebbe essere creato con la stessa struttura anche da un software esterno, ad esempio per importare gli articoli da un vecchio gestionale ma deve essere strutturato nella medesima forma di quello generato da Gea.Net. Se si vuole adottare questo sistema un buon metodo sarebbe quello di creare un file modello a partire dalle funzioni Esporta XML delle diversi entità e rilasciare questi template agli sviluppatori che dovranno provvedere alla generazione dal software di origine dei dati.

Come al solito, per scongiurare operazioni maldestre, bisogna ricordarsi di fare una copia del database prima di procedere con l’importazione, ma mentre gli oggetti identificati da un codice non hanno grosse problematiche, i documenti (soprattutto DdiT e Fatture) provenienti da un altre fonti potrebbero causare alcuni problemi. Il riconoscimento di un documento avviene solo se serie, numero e data di emissione corrispondono altrimenti il documento non viene riconosciuto e si procede ad un nuovo inserimento che di conseguenza genera anche movimenti di Magazzino e Prima Nota ad esso collegati. Quindi cambiare la data o il numero e fare un riallineamento comporta ritrovarsi un documento doppio, pertanto occorre fare la massima attenzione sotto questo aspetto. La legge italiana prevede che sedi distaccate possono avere una serie di numerazione diversa e questo può aiutare a mitigare gli errori ma l’attenzione è sempre la migliore alleata.

Gmail, da Giugno stop ad invio da app di terze parti

Da Giugno 2022 Gmail non consentirà più l’invio da app di terze parti pertanto sarà impossibile l’invio automatico delle email anche da Gea.Net.
La scelta di Gmail è motivata da problemi di sicurezza ma soprattutto vuole colpire lo spam ed è noto che gli account Gmail sono proprio quelli più utilizzati per questo fine. Ovviamente per gli utenti che ne fanno un uso corretto queste limitazioni possono rappresentare un disagio.
Si stima che gli utenti attivi che usano Gmail sono quasi 2 miliardi e di conseguenza sono parecchi anche quelli che hanno associato un account Gmail al Profilo di Gea.Net.
Vediamo quindi come questi possono aggirare il problema.

Utilizzare un account di un diverso provider
Se non c’è la necessità di usare un indirizzo aziendale predefinito, ad esempio per ragioni di marketing, la cosa più semplice è usare un indirizzo (account) registrato presso un provider differente.
Per quelli più usati (Libero, Yahoo, Virgilio, Tiscali, ecc.) dalla window Profilo, dove viene associata l’indirizzo email usato per inviare email da Gea.Net, è attiva la ricerca SMTP che registrerà il nome e la porta del server SMTP senza doverle ricercare da Internet.

Procedere con l’invio manuale
Naturalmente se non si interviene su Profilo la mail non verrà più inviata in automatico ma verrà riproposta correttamente formattata per procedere all’invio manuale.
L’unico problema di questa soluzione è che non riesce a gestire in automatico gli allegati, cioè si deve collegare a mano il file PDF che solitamente è allegato nella maggior parte dei messaggi, come può essere la stampa di un ordine oppure la scheda di lavorazione di un prodotto finito. Tuttavia il percorso/nome del file appare sulla bozza di email (riga sotto il testo “Attach file”) per cui è sufficiente un copia/incolla.
Un altro piccolo svantaggio è che comparirà la notifica che l’invio automatico non è riuscito, ma nella prossima versione di Gea.Net sarà possibile impostare sempre l’invio manuale eliminando anche questo messaggio.
Quindi questa soluzione costa 4-5 click ma ha alcuni vantaggi :

  • Potremo decidere sul momento l’indirizzo da usare per l’invio
  • Verrà tenuta traccia della email inviata nel software di posta elettronica correntemente usato dall’operatore
  • Non potrà partire una email involontariamente perchè saremo costretti a confermare l’invio sia da Gea.Net che dal software di posta elettronica

Fatturazione Elettronica anche per i forfettari

Come pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.36 del 30 aprile 2022, dal 1 luglio 2022 l’obbligo di fattura elettronica viene estesa anche a professionisti in regime forfettario con eccezione per le sole micro Partite IVA.
In particolare ne viene fatto obbligo ai contribuenti:

  1. in regime forfettario
  2. in regime di vantaggio
  3. alle associazioni sportive dilettantistiche

Tuttavia rimangono esentati coloro che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi non superiori a 25.000 Euro.
Sono pochi gli utenti Gea.Net che erano ancora esentati dalla e-fattura in quanto la stragrande maggioranza dell’utenza è composta da aziende commerciali in regime ordinario, ma a tutti gli interessati si raccomanda di leggere i vari articoli pubblicati sul Blog in questi anni.
Rivestono particolare importanza quelli richiamati dalla pagina http://www.geanetweb.com/Download.htm (Blocco “Dal Blog”, “Fatture Elettroniche”)

In estrema sintesi si raccomanda di :

  • Richiedere tempestivamente a tutti i clienti il codice SDI e caricarlo nella scheda anagrafica del cliente
  • Verificare che nelle Tabelle di Gea.Net (Esenzioni, Tipi Fatture e Pagamenti) siano correttamente valorizzati i “Codici Natura (FPA)”
  • Verificare nelle Impostazioni che siano correttamente valorizzati le celle “importo minimo fattura per Applicazione Bolli” (77,47 Euro) e “Costo Bollo” (2 Euro)
  • Familiarizzare con la piattaforma “Fatture e Corrispettivi”, fornita gratuitamente da AdE, oppure dotarsi di software di terze parti per l’invio dell’xml a SDI

Guadagnare con Premium Pack Full Multi

Chi utilizza Gea.Net Pro in configurazione cloud basica, ha attivato un proprio spazio ftp su cui è stato installato Gea.Net Db Service e uno o più database aziendali.
Forse non tutti sanno che lo spazio attivato, anche nella configurazione Hosting Basic, può servire egregiamente anche una decina di aziende di medie dimensioni, pertanto il più delle volte non viene sfruttato a pieno. In realtà si potrebbe provare ad andare tranquillamente anche oltre attivando un secondo spazio ftp solo nel momento in cui il servizio dovesse presentare qualche rallentamento.
In questa ottica si apre una notevole possibilità di guadagno per aziende che operano nel settore informatico, studi professionali, ma anche aziende di altri settori che intendono ottimizzare il servizio ospitando sul proprio spazio il database di altre aziende.
La buona notizia è che non ci si deve neppure sporcare le mani, cioè non ci si deve attivare in prima persona per fornire servizi ai propri ospiti perchè questa incombenza è già inclusa nell’opzione Multi.
Insomma si tratta di una opportunità di guadagno a costo zero.

Per spiegare meglio come funziona facciamo un esempio con i numeri basandoci sui costi di Premium Pack 2022 riportati su http://www.fborghi.it/Services.htm#ASSANN
In base a questa tabella e come sanno anche le aziende che già hanno attivato la configurazione Rete o Cloud, i costi vanno dai 620 ai 1040 Euro/Anno in base al tipo di servizio scelto.
Il costo di 1040 Euro è relativo al servizio Premium Pack Full Multi che molti utenti, dovendo gestire un paio di aziende, hanno richiesto perchè economicamente vantaggioso.
Farà piacere sapere che chi si trova in questa condizione può mettere a reddito il proprio spazio senza fare nessuna altra spesa.
Ma anche le aziende che hanno attivato Premium Pack Pro, pagando la sola differenza di 420 Euro, potrebbero dotarsi di un servizio migliore e sfruttare l’opzione Multi per ospitare altre aziende.

Quali sono le aziende che possono essere ospitate sul proprio spazio?
Facciamo l’esempio di una azienda che da monoutenza decide di passare ad una configurazione cloud.
Questa dovrebbe spendere quantomeno 190 Euro per la configurazione del proprio spazio (costo una tantum) + 240 Euro per la manutenzione annuale del servizio di rete (oltre a qualche decina di euro da pagare al provider).
Volendo ospitarla sul proprio spazio i costi da sostenere sarebbero solo quelli della configurazione del nuovo database visto che il servizio Multi è già comprensivo di un numero indefinito di database Access.
Per configurare solo il database e fare i test, un tecnico non impiega più di un paio d’ore ma con un po’ di buona volontà si potrebbe fare in autonomia anche questa operazione visto che è piuttosto semplice.
Nella peggiore delle ipotesi, cioè se non si volesse fare assolutamente nulla, si dovrebbe sostenere solo un costo una tantum di 75 Euro.
Volendo rendere appetibile il servizio anche per la azienda ospite, si potrebbe, ad esempio, chiedergli di sostenere le spese di configurazione più un costo di 210 Euro/Anno per la manutenzione.
In questo modo gli si farebbe risparmiare sia sulla configurazione che sul servizio annuale senza dover muovere un dito pur avendo un margine netto di 210 Euro/Anno, ma ovviamente si potrebbe decidere di offrire direttamente altri servizi di assistenza e di formazione.
Se caliamo questo esempio nella realtà, si fa presto a comprendere come già con un paio di aziende ospiti si potrebbe attivare un servizio migliore a costo zero.
Ma se le aziende ospiti diventano 5, ecco che il servizio di assistenza Premium Pack Full viene completamente ripagato. Oltre la sesta si otterrebbe addirittura un profitto oltre al servizio completo.

E’ proprio il caso di dire che chi trova un amico trova un tesoro.