Novità sui servizi Gea.Net per i partner

Nell’ambito della revisione periodica dei servizi di collaborazione, da Aprile 2018 saranno introdotte interessanti novità.

Il servizio di Assistenza Partner includerà la possibilità di ricevere i sorgenti dell’ultima versione dei moduli base di Gea.Net Pro e degli aggiornamenti di versione che saranno rilasciati durante il periodo.
Si tratta di un notevole vantaggio economico per le piccole aziende che non intendono impegnarsi per diversi anni pur necessitando di un software sempre aggiornato.

Il servizio Pro4 è stato potenziato dando diritto ad uno sconto del 20% (invece del 10%) sull’Assistenza Partner per gli anni successivi alla scadenza qualora si decidesse di continuare la collaborazione.

Ma la maggiore novità è certamente la nascita di PRO2, il nuovo servizio di assistenza e aggiornamento dei sorgenti di Gea.Net Pro della durata di soli due anni ma con la possibilità di essere protratto agli anni successivi.
Il nuovo servizio è dedicato a Sviluppatori, a Partner e a Punti di Assistenza Gea.Net. Alla scadenza, come per gli altri servizi di assistenza pluriennale, è possibile decidere di passare al servizio "Assistenza Partner" con uno sconto del 20% sul prezzo di listino e con differimento di anno in anno. Pertanto se si decide di proseguire la collaborazione, si ha un impegno minimo che può sempre essere interrotto in qualunque momento.
Pro2 offre numerosi vantaggi rispetto ad altri servizi fino ad ora disponibile :

  • Rispetto alla richiesta diretta dei sorgenti è possibile lavorare sulla versione più recente e rimanere aggiornati per tutta la durata del servizio.
  • Se paragonato ad “Assistenza Partner", il costo è lo stesso che si dovrebbe sostenere per due anni di questo e anche il pagamento è dilazionato in modo da non esserci prossochè nessuna differenza. Ma rispetto all’opzione annuale sono inclusi maggiori servizi – tra cui anche 8 ore di formazione – e la possibilità di usufruire di forti sconti alla scadenza. Inoltre la durata non è sull’anno solare ma dalla data di sottoscrizione con ulteriori vantaggi in caso di attivazione in corso d’anno.
  • Rispetto a Pro4 e Pro6 il costo è sensibilmente inferiore e l’impegno è di solo due anni, durante i quali si ha comunque diritto agli aggiornamenti di versione.
    Nonostante questo, alla scadenza non si perde il diritto ai forti sconti qualora si intenda proseguire con la collaborazione.

Per maggiori info si veda http://www.fborghi.it/Sorgenti.htm#PARTNER

E per finire alcune offerte speciali valide per il solo mese di Aprile 2018. Fino al 30 Aprile sarà possibile richiedere i moduli base di Gea.Net Pro 5.2 al prezzo di 750 Euro (invece di 990) o 3 add-in al prezzo di 2 (in omaggio l’add-in con costo più basso).

Previsioni rosee per il software gestionale

La legge di stabilità 2018 e le precedenti direttive emanate dall’AE comportano che i documenti di vendita emessi in versione cartacea non saranno più da considerare conformi a partire dall’ 1 gennaio 2019. In particolare la fatturazione elettronica tra privati, che nel 2019 diventerà obbligatoria, renderà obsoleti la maggior parte dei software gestionali attualmente utilizzati.

I prossimi mesi si preannunciano come una nuova età dell’oro per il software e sembra che anche il pacato e sonnolento settore informatico se ne stia accorgendo. Mai come nelle ultime settimane ho attivato nuove collaborazioni e riscontrato tanto interesse da parte dei colleghi. Molti si trovano nella condizione di dover salvaguardare un parco clienti che opera su pacchetti obsoleti la cui manutenzione comporta un costo notevole e si rischia di andare fuori tempo massimo nella consegna. Ma si stanno anche affacciando nuovi attori che che fiutano le prospettive e sono pronti a reinventarsi.

Per tutti loro la GN Suite si propone come la soluzione più vantaggiosa perchè permette la distribuzione senza dover sostenere alcun costo ma anche la creazione in piena autonomia di una soluzione proprietaria e personalizzata partendo da uno standard preconfezionato. Quello che viene richiesto spesso coincide proprio con quelli che sono i punti si forza di Gea.Net :

  • Sviluppo open source in ambiente Microsoft .Net
  • Integrazione tra contabilità, magazzino e produzione (in particolare Industria 4.0)
  • Disponibilità in versione Desktop o Web utilizzabile anche da smartphone e tablet
  • Possibilità di fork del software come salvaguardia dell’investimento
  • Possibilità di partnership pluriennale con rilascio costante dei sorgenti

Agli sviluppatori chiedo sempre di valutare in via preliminare se preferiscono rendersi autonomi nel minor tempo possibile o se sono più propensi ad una collaborazione continuativa nel tempo. Consigliando ai primi di orientarsi sullo sviluppo sostenendo un costo una tantum (i sorgenti e i servizi basilari per acquisire know-how è fornito a partire da 530 Euro, offerta Marzo 2018) mentre ai secondi di instaurare un servizio di partnership pluriennale che include nel costo il rilascio dei sorgenti stessi e degli aggiornamenti per tutta la durata della collaborazione.

Per tutti il passo iniziale è scaricare una versione aggiornata di Gea.Net Pro dalla pagina https://sourceforge.net/projects/geanetprov5/ per poi valutare anche i vari GN Web, Basic o Small di cui sono disponibili gratuitamente anche i sorgenti.

Registrazione Fatture Passive 2017

Con D.L. 50/2017 è stato modificato il termine entro cui le fatture di acquisto devono essere registrate al fine di detrarre l’IVA. In particolare :

  • il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione IVA relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto; (prima di tali modifiche, il diritto alla detrazione veniva esercitato entro la dichiarazione IVA relativa al secondo anno successivo a quello di costituzione del diritto).
  • le fatture di acquisto devono essere annotate nel relativo registro IVA anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa all’anno di ricezione della fattura con riferimento al medesimo anno.

In ultima analisi viene richiesto di registrare le fatture di acquisto del 2017 in modo che l’imposta sia inclusa nella dichiarazione annuale IVA relativa all’anno 2017. Pertanto tutte le fatture passive dovranno essere registrate entro il termine della liquidazione IVA del quarto trimestre 2017 e comunque non oltre il 30/04/2018, data ultima per la presentazione della dichiarazione annuale IVA 2017.

Occorre precisare che per evitare complicazioni contabili tutte le fatture passive dovrebbero essere registrate entro la data del 31 dicembre. Qualora questo termine non fosse rispettato, ovvero si registrasse una fattura 2017 con data registrazione superiore al 1 gennaio 2018, si dovrebbe :

  • modificare la causale del movimento di prima nota al fine di evitare che essa venga riportate sui registri IVA del 2018. Pertanto la causale Vs.Fattura (cod. 20) usata abitualmente dovrà essere sostituita con altra causale non compresa tra i codici usati per identificare le fatture passive (per impostazione predefinita quelli compresi tra 20 e 2z). Inoltre dovrebbe essere ripreso il movimento contabile sostituendo la riga relativa all’IVA acquisti sostituendone il codice  (che per default è 30.01.003) con uno neutro.
  • al fine di poter detrarre l’importo relativo all’IVA, si dovrebbe poi intervenire in modo manuale sulla stampa del registro IVA , sulle stampe di liquidazione e sul processo per l’invio telematico della liquidazione.

Ne consegue che le operazioni da svolgere sarebbero diverse e tutt’altro che semplici. Di seguito riporto alcuni suggerimenti validi al momento ma che potrebbero non essere più corretti dopo eventuali successivi interventi chiarificatori diramati dall’Agenzia delle Entrate relativi alla nuova normativa. Dunque per evitare errori al momento si consiglia :

  • di sensibilizzare i fornitori alla consegna tempestiva di tutte le fatture 2017 (non sarebbe male inviare fin da ora una email a tutti i fornitori in elenco contenente una richiesta esplicita)
  • di attendere il più possibile prima di stampare li registro IVA di dicembre e il Libro Giornale al 31/12
  • prima di stampare definitivamente Registro IVA e Libro Giornale, assicurarsi di avere ricevuto tutte le fatture a chiusura dei Documenti di Trasporto e dei Contratti relativi all’anno precedente
  • se si riceve solo successivamente una fattura passiva, non registrarla nel modo classico (attraverso le funzioni “Inserimento Fatture Passive” o “Fatture e DDT Passivi”) ma registrare un movimento contabile manuale con causale Giroconto (o altra generica) senza movimentare il conto IVA. Se ad esempio si riceve una fattura di 122 Euro, registrare tale somma in Dare sul conto “Acquisti” e in Avere sul conto del “Fornitore”. Questo al fine di evitare che venga riportata per errore sul registro IVA del nuovo anno.

Facendo un po’ di attenzione la ricezione fuori tempo massimo delle fatture passive dovrebbe essere scongiurata ma se dovesse capitare o comunque per ulteriori chiarimenti contattate il servizio di assistenza o il vostro consulente aziendale prima di procedere.

Perchè Microsoft Access si corrompe

Microsoft Access è uno dei database più diffuso a livello mondiale, è molto semplice da manutenere, è compatto, garantisce buone prestazioni soprattutto se confrontate a database di pari livello come Mysql e ci sono tanti altri molti buoni motivi per usarlo. Ma come tutti i database, o i documenti in genere che non sono gestiti da un servizio, è più fragile di quelli il cui accesso è possibile solo attraverso un servizio che gira sul computer.

Ho deciso di scrivere questo breve articolo perchè mi confronto spesso con utenti che mi chiedono se vale la pena migrare a database come SqlServer o portare il database in cloud. Facendo un po’ di attenzione e conoscendo le possibili cause si possono prevenire situazioni spiacevoli e continuare ad usare la soluzione più leggera. Se poi questo non basta, migrare a qualcosa di più robusto è sempre possibile anche con tempi e costi estremamente contenuti.

A volte il database può danneggiarsi e gli utenti non ne riescono a capire il motivo ma spesso le cause sono da ricercare tra le seguenti :

  • Arresto improvviso : Di solito è il classico calo di corrente il cui picco alle volte è talmente breve da non essere sufficiente a spegnere il PC e quindi di fatto è impercettibile. In questa categoria possiamo annoverare anche difetti delle batterie del notebook. Il modo per prevenirlo è utilizzare un gruppo di continuità o verificare lo stato delle batterie dei notebook.
  • Problemi al disco rigido : Naturalmente il guasto o il malfunzionamento del disco rigido è tra le cause più difficili da prevedere ed è comune anche a database più robusti, anzi in questo caso le dimensioni solitamente più ridotte di Access sono un vantaggio. La prevenzione è sempre e solo una : fare le copie regolarmente.
  • Hardware di rete difettoso : Se c’è qualche difetto nel dispositivo di rete il database può agire in modo improprio e di conseguenza danneggiarsi. Questo problema può essere causato da una qualunque periferica come cavi di rete, hub, schede di rete, ecc. e se si aggiunge che la struttura di una rete negli ultimi tempi è composta da sempre più oggetti, il panorama diventa più inquietante. Con l’avvento delle reti wireless poi, il problema è cresciuto esponenzialmente e ora tra le cause troviamo anche le interferenze con altri apparecchi. Insomma capire dove sta il problema è un vero rompicapo e il più delle volte occorre affidarsi all’esperienza di un tecnico perchè anche gli strumenti non sono in grado di aiutarci. Al momento questa è di gran lunga la causa principale dei possibili danneggiamenti o non sono al riparo neppure le installazioni monoutente (solo su un PC). Prevenire queste situazioni è praticamente impossibile se non spostando il database in cloud e il problema di questa gestione sulle spalle del provider.
  • Problema al motore Jet : Sullo stesso PC possono essere presenti più versioni dello stesso motore (che in pratica è il software che permette di colloquiare con il database) installati da software diversi. Se si hanno motori non compatibili eseguiti su un’unica rete, l’errore che si presenta è piuttosto grave e non è facile recuperare il database. Spesso alla fine della ricostruzione si possono riscontrare perdite di alcune registrazione. Per fortuna questa situazione è piuttosto remota ma se si verifica occorre individuare i software incompatibili e spostarli su computer diversi.
  • Dimensione del file : Per quanto le specifiche tecniche rilasciate da Microsoft siano più stringenti, per esperienza posso dire che database fino a 300 MB e su cui lavorano anche 7-8 utenti contemporaneamente, si comportano egregiamente. Oltre questi limiti si ha un rallentamento notevole e il rischio di danneggiare il database cresce esponenzialmente. Una soluzione per ridurre le dimensioni del database sarebbe quella di eliminare le registrazioni degli anni precedenti e compattare frequentemente il database. Spesso i movimenti di magazzino degli anni precedenti sono inutili perchè l’informazione è sempre presente anche sui documenti. Rimuoverli significa recuperare fino al 40% dello spazio. Ma se ancora si superano questi limiti migrare verso Sql Server è la scelta migliore.
  • Virus : Negli ultimi anni il capitolo virus e malware in genere è diventato una causa da non sottovalutare soprattutto da quando i ramsonware di nuova generazione hanno iniziato a colpire anche i database (i primi si limitavamo a criptare documenti Word, Excel e poco altro). Personalmente sconsiglio sempre di pagare il riscatto richiesto anche per un fattore etico, ma se ci si trova in questa situazione occorre valutare anche quelli che sono i costi conseguenti alla perdita dei dati. Certamente se si è lavorato bene in precedenza installando firewall e antivirus adeguati e si fanno regolarmente le copie il problema non si pone.

 

La buona notizia è che spesso non è sufficiente una singola situazione a danneggiare il database ma è il reiterato presentarsi di situazioni anomale che ne corrompe la struttura. Inoltre nella maggior parte dei casi i dati non vengono quasi mai alterati rendendo possibile il recupero al 100%.

Altra buona notizia è che solitamente il recupero va a buon fine in pochi minuti ma se ci si trova di fronte a problemi hardware la ricostruzione del database potrebbe essere necessaria anche una o più volte al giorno e alla lunga questa diventa una soluzione insostenibile.

Ricostruire un database Access è molto semplice. Il supporto Microsoft come al solito è esaustivo e consiglio a tutti di leggere

https://support.office.com/it-it/article/Compattare-e-ripristinare-file-di-database-f20401f5-d39d-414c-bfbd-def1bc707324

Prima di procedere alla ricostruzione è sempre bene fare una copia del database anche se danneggiato, situazione da cui ripartire se l’operazione fallisse o si verificassero altri problemi.

Rilasciato Gea.Net Pro 5.3

Da oggi, 2 novembre 2017, è disponibile Gea.Net Pro 5.3 che cambia il modo di interpretare il gestionale, sempre più strumento aperto verso l’esterno. Il 2017 è l’anno che più di ogni altro segna un punto di rottura con il passato dell’amministrazione fiscale, con l’affacciarsi di sistemi di comunicazione massivi come l’obbligo di inoltro trimestrale dei totali di liquidazione IVA e l’elenco delle fatture e corrispettivi (spesometro). Proprio il tanto bistrattato spesometro, senz’altro nato nel peggiore dei modi con errori anche molto gravi dell’AE, per i prossimi anni rappresenterà lo strumento più efficiente per la lotta all’evasione. Al contrario dei precedenti, il nuovo tracciato include pochi dati ma facilmente verificabili, rendendo possibile accertamenti incrociati automatici e con scarse possibilità di errore. Ne consegue che non sono più possibili approssimazioni, o meglio le registrazioni approssimative si pagano a ridosso della scadenza degli invii, con l’evidenziarsi di tutta una serie di errori da risolvere pena la mancata accettazione della comunicazione. Gea.Net Pro 5.3 blocca la registrazione di documenti che poi sarebbero scartati, anche se in qualche modo è possibile ignorare gli alert evidenziati e forzarne la scrittura.

Ma il 2017 è stato anche l’anno di Industria 4.0 con l’integrazione tra l’ufficio e la produzione. Chi ha saputo cogliere l’occasione ora si trova tra le mani un sistema da cui trarrà benefici per molti anni a venire. Gea.Net Pro era predisposto per produzione e MRP già dalla versione 4.0 e non sono stati necessari grossi interventi sulla struttura di base potendosi concentrare sui dettagli o direttamente sulle personalizzazioni. Chi lo utilizzava già ha potuto riscontrare che con pochi sforzi ci si è trovati ad avere in casa una soluzione unica, mentre altri utenti vi si sono approcciati dopo una completa revisione dei processi produttivi aziendali traendone enormi risparmi. Sono nate soluzioni ibride dove a volte il gestionale controlla le macchine, altre volte è il sistema CNC a riportare le attività svolte all’interno di Gea.Net, ma il più delle volte i due mondi collaborano pariteticamente in modo virtuoso.

Non poteva mancare il consolidarsi delle esperienze cloud su cui ci si è mossi a partire dalla versione 5.0. Qui le principali novità riguardano il miglioramento del sistema di sicurezza che ora prevede un doppio strato. Alle password criptate per poter accedere a DbService gestite direttamente dal sistema Gea.Net, è stato affiancato per impostazione predefinita anche il certificato SSL DV o HTTPS. Anche se non si possiede una VPN si possono dormire sonni tranquilli.

Un ringraziamento particolare va ai numerosi utenti registrati che hanno voluto contribuire con consigli per migliorie a volte anche banali ma che solo un utente smart che opera costantemente su un processo è in grado di elaborare.

La nota dolente è che ancora una volta non è stato possibile mantenere la compatibilità del database con le versioni precedenti quindi per migrare dalla 5.2 occorre la conversione del database. Ma se si proviene da versioni 5.0 o successive la procedura è semplice e consolidata da tempo : basta comunicare la versione di origine e attendere di ricevere i files di script. La grande novità invece riguarda gli utenti cloud che hanno depositato il database in remoto per i quali l’aggiornamento è completamente automatizzato e comporta l’attesa di pochi secondi al primo avvio delle nuova versione.

E per i nuovi utenti un paio di regali che saranno certamente graditi : Premium Pack 2017 Medium viene attivato gratuitamente a tutti gli utenti che eseguiranno la registrazione entro il 31 Dicembre, ma anche senza registrazione è possibile usare liberamente le funzioni Premium fino a fine anno. Inoltre sono disponibili funzioni semplici e gratuite per migrare da altri software o catturare i dati da fonti esterne, importando le tabelle clienti, fornitori, articoli, distinta base, documenti (ordini, ddt, fatture) del ciclo attivo e passivo e anche il piano dei conti. Le specifiche di formattazione dei file sono ampiamente documentate .

Per avere una lista completa delle funzionalità disponibili si consulti la pagina di Gea.Net Pro .

Gea.Net Pro 5.3 in fase di definizione

Finalmente sta passando anche lo spauracchio dello spesometro che che ha drenato tante risorse e ora si può pensare con più tranquillità alla prossima versione di Gea.Net Pro.

La versione 5.3 consoliderà le funzionalità operative nei moduli base aumentandone il sistema di controllo ma soprattutto renderà disponibile tante nuove funzioni di importazione/esportazione di dati sia verso l’Agenzia delle Entrate sia verso i sistemi di produzione interni all’azienda. Soprattutto saranno riviste le modalità di archiviazione interna dei documenti generati (PDF,DOCX,CSV,XLSX) diventando uno strumento alternativo anche al modulo GED. In alcuni casi addirittura più ricco ma soprattutto operante senza che sia necessario alcun intervento o accorgimento da parte degli utenti.

Al modulo della produzione saranno aggiunti tanti piccoli accorgimenti, tra cui il più volte richiesto diagnostico che opera in fase di simulazione del piano di produzione e attraverso il quale risulterà più semplice la consultazione delle scelte fatte dalla funzione di simulazione. In caso si riscontri una valutazione non ottimale risulterà più facile intervenire sulle impostazioni per cambiare il sistema di calcolo.

Anche la gestione presenze si arricchirà di alcune piccole ma sostanziali modifiche. La maggiore novità è la completa revisione del sistema di calcolo del cartellino che riduce di almeno il 75% i tempi pur valorizzando quasi il doppio dei totalizzatori. Altra importante funzione sarà l’integrazione di un sistema di acquisizione timbrature da fogli Excel, quindi gli orologi marcatempo non sono più obbligatori in piccole realtà o in servizi dislocati sul territori.

Impossibile poi riportare tutte le piccole implementazioni sui documenti e sul magazzino. Sono veramente tante e non è possibile elencarle tutte ma per farsene un’ idea si veda la lista delle novità più significative incluse nella prossima versione

Spesometro : gli errori da evitare

Sono tante, troppe, le problematiche emerse con la generazione dello spesometro del primo semestre 2017.
Volendo tralasciare gli ovvi e più volte rimarcati errori dell’AE apparsi addirittura sui telegiornali nazionali a sottolinearne la gravità, è altresì importante sottolineare tutte le cose che possono e devono essere migliorate per la prossima scadenza.
Si tratta perlopiù di piccole accortezze che i singoli utenti dovrebbero adottare per evitare di trovarsi ‘imbottigliati’ a ridosso delle scadenze.

  • Non aspettare gli ultimi giorni. Questo è stato un errore generato soprattutto dai consulenti fiscali che, presi dalla scadenza della liquidazione IVA e confidando in una ulteriore proroga, hanno dato poche indicazioni ai propri clienti. In molti casi non hanno neppure comunicato le specifiche basilari e l’approssimarsi della scadenza.
  • Aggiornare il software. E’ vero che fino ai primi giorni di settembre i software gestionali non erano pronti per la funzione di creazione del flusso (l’ultima revisione tecnica dell’AE è datata 11 agosto), ma le modifiche fondamentali per eseguire le registrazioni erano pronte già da diverso tempo. Nella fattispecie Gea.Net Pro aveva predisposto i controlli basilari già a marzo, quando erano state rilasciate le prime linee guida. Non avere mantenuto aggiornato il software ha comportato la necessità di rivedere molte registrazioni fatte nell’arco del semestre. Soprattutto ha permesso di inserire anagrafiche e documenti incompleti che successivamente si sono dovuti rielaborare.
  • Caricare le tabelle Nazioni. Se si hanno collaborazioni con soggetti esteri, per generare correttamente il flusso delle ‘fatture e corrispettivi’ è fondamentale venga riconosciuto lo stato estero attraverso la sigla ISO 3166-1 alpha 2 (IT, FR, DE, ecc.) valorizzato nella tabella Nazione. Nelle versioni più vecchie questa sigla non serviva e quindi non era neppure predisposta in tabella, quindi gli utenti che utilizzano Gea.Net da più tempo la avrebbero dovuta valorizzare almeno per gli stati a cui appartiene anche un solo cliente/fornitore.
  • Indicare lo stato nella anagrafica del fornitore. In relazione al punto precedente, ci si è accorti che molti utenti non hanno mai valorizzato neppure la proprietà "Nazione" dell’anagrafica cliente/fornitore. Questo in molti casi ha comportato il dover riprendere e modificare le schede. Per evitare la revisione massiva delle schede, gli ultimi rilasci di Gea.Net Pro riescono a ricavare lo stato correttamente anche se si è avuta l’accortezza di indicare il prefisso paese nella partita IVA (esempio indicando ‘ESB12345678’ per il contribuente spagnolo con VAT ‘B12345678’).
  • Codice Fiscale non valido. Capita spesso che alcune aziende cambiano regime fiscale e di conseguenza il vecchio codice fiscale viene sostituito. E’ prassi comune e sbagliata notificare solo il cambio di partita IVA. Infatti in questo modo sulla scheda rimane inserito un codice fiscale non più attivo che può essere causa del blocco dell’intero flusso.
  • Tipo Documento non valorizzato. Nella tabella "Tipo fattura" è stato aggiunto da qualche anno la proprietà "Tipo Documento". Chi lavora con la PA e ha obbligo di emettere fattura elettronica questa informazione dovrebbe averla già valorizzata. Ma nello spesometro ne sono state previste altre (TD10 e TD11 ad esempio) che avrebbero richiesto la creazione di altri tipi documenti. Nella quasi totalità dei casi questo non è stato fatto e anche qui ci si sarebbe trovati a rincorrere. Anche in questo caso è stata rilasciata una versione di Gea.Net Pro per poter bypassare il problema.
  • Natura dell’operazione. Questo valore è disponibile nella tabella "Esenzioni" da almeno un paio di anni ma anche qui si è riscontrato che questa proprietà era valorizzata solamente presso aziende con obbligo di emettere fattura elettronica.
  • Le specifiche non sono le stesse del vecchio spesometro. La maggior parte degli utenti ha dato per scontato che i documenti da inoltrare fossero gli stessi richiesti nello spesometro precedente ma non è così. La differenza è sostanziale perchè nel 2016, ad esempio, non erano richieste fatture con un certo tipo di esenzione o fatture a privati sotto un certo importo. Nello spesometro attuale, salvo poche eccezioni, sono richiesti tutti i documenti emessi e ricevuti. Per non incorrere in scarti non dovuti bisogna togliere la selezione di "Escludi da spesometro" presente in anagrafica e nella tabella esenzioni. L’esclusione della singola fattura continua ad essere possibile ma deve essere spuntata solo nei pochi casi in cui è consentito. Si ricorda anche che il non essere obbligati non significa divieto di comunicare perciò nel dubbio è sempre meglio inserire un documento.

I primi due punti sono stati quelli che hanno scatenato la maggior parte dei problemi e se solo si fossero evitati questi tutto sarebbe stato gestito senza grosse difficoltà.
Ma essendo ormai a ridosso della scadenza molte aziende si sono trovate nell’impossibilità di modificare decine o centinaia di registrazioni pertanto è stato necessario intervenire sul software per riadattarlo a database incompleti.
Solo questo ha comportato sei nuovi rilasci di versione in due settimane generando confusione negli utenti ma purtroppo a qual punto era inevitabile.

Queste linee guida dovrebbero essere adottate anche e soprattutto per evitare di reiterare gli stessi problemi alla prossima scadenza del 28 febbraio 2018. Infatti bisogna considerare che per quella data dovranno essere inviate le comunicazioni delle fatture dal 1 Luglio al 31 Dicembre 2017. E’ probabile che tutte quelle registrate fino ad oggi contengano le stesse anomalie di cui ci si è accorti solo in questi giorni.

Spesometro 2017 : Le cose da fare subito !!

Come al solito l’AE non comunica con sufficiente anticipo le direttive per adempiere agli obblighi di legge e anche per quanto concerne lo Spesometro 2017 si preannuncia l’ennesima corsa contro il tempo. E’ vero che mancano ancora più di due mesi ma al momento non c’è ancora niente di concreto : manca il sito, manca il software di controllo ma soprattutto mancano ancora le specifiche definitive su cui lavorare. Anche il rinvio è da escludere giacchè è già stato posticipato una volta.

Se poi consideriamo che luglio e agosto sono mesi dedicati alle ferie e la maggior parte delle aziende rimane chiusa per alcune settimane ecco che si intravede all’orizzonte l’ennesimo ingorgo di cose da fare nel giro di pochi giorni. Il carico da 11 lo mette poi lo stesso Gea.Net Pro visto che la nuova versione sarà incompatibile con il database attuale. Insomma è facile prevedere che anche i servizi di assistenza a Gea.Net subiranno questa situazione ed occorre prepararsi per tempo per essere sicuri di rispettare la scadenza.

Ma cosa si può fare ora ?

Da qualche giorno è stata resa disponibile una versione di "migrazione" che ha lo scopo di rendere possibile già da ora la conversione del database. In questo modo nei primi giorni di settembre si dovrà solo sostituire la versione. Sembra una banalità ma è l’unica soluzione concreta che possiamo adottare, quindi è fondamentale che tutte le aziende che utilizzano la contabilità o che dovranno predisporre lo spesometro, abbiano installato la nuova versione entro il 31 luglio . Questa versione non è presente sul sito ma è riservata solo ad utenti con assistenza attiva e deve essere richiesta scrivendo a info@geanetweb.com

Creare il file XML per la liquidazione IVA

Nella nuova versione di Gea.Net è disponibile la funzione per la generazione del file XML di liquidazione IVA che entro il 31 Maggio dovrà essere inoltrato all’AE. Per poter permettere agli utenti di assolvere alle scadenze nei tempi dovuti, la versione attuale di Gea.Net (5.2h) è stata rilasciata dopo soli due giorni lavorativi che era stato diffuso il formato definitivo del flusso da inviare. Solo successivamente ci si è accorti di alcune possibili mancanze o imperfezioni. Per fortuna il file XML è facilmente modificabile anche con BloccoNote o altro text-editor.

Rinominare il nome del file

Il nome del file generato da Gea.Net (LIQIVA_[dadata]_[adata].xml) deve essere rinominato prima di essere firmato altrimenti verrà rifiutato dal sistema. Il nome del file da assegnare è :

IT[partitaIva]_LI_[anno][trimestre].xml

Quindi ad esempio potrebbe assumere il nome IT01234567890_LI_20171.xml

Inserire l’intermediario

Nella 5.2h non è stato previsto l’invio da parte dell’intermediario ma se si vuole è possibile intervenire molto semplicemente inserendo le righe

<iv:CFIntermediario>XXXX</iv:CFIntermediario>
<iv:ImpegnoPresentazione>1</iv:ImpegnoPresentazione>
<iv:DataImpegno>15052017</iv:DataImpegno>
<iv:FirmaIntermediario>1</iv:FirmaIntermediario>

(dove XXXX è il codice fiscale dell’intermediario) che devono essere posizionate obbligatoriamente come ultime righe del blocco Frontespizio .

Escludere Reverse Charge , Autofatture e Fuori campo

Nella 5.2h ci si è accorti che la sezione delle operazioni attive comprende anche le autofatture in Reverse Charge o di acquisti intra/extracomunitari che invece dovrebbero essere escluse. Allo stesso modo sono state erroneamente incluse anche le righe Fuori Campo IVA. Per risolvere è sufficiente modificare il valore contenuto nel tag    iv:TotaleOperazioniAttive

Naturalmente questo problema sarà certamente risolto già dalla versione successiva sicuramente disponibile entro la prossima scadenza del 31 Agosto.

Errore del software di controllo ?

Al momento in cui scrivo sembra esserci un errore abbastanza banale nel software di controllo dell’AE. In caso di credito d’IVA deve essere valorizzato il tag iv:CreditoPeriodoPrecedente ma così facendo compare questo errore

(***C)
"Credito periodo precedente" di Febbraio maggiore di IVA a credito di Gennaio
Valore dichiarato:          1922,19
Valore corretto  :       <= 1922,19
 
La dichiarazione è scartata per non rispondenza.

che sembra essere dovuto ad un controllo eseguito per “>=” invece che per “>” infatti se si rettifica l’importo anche di un solo cent indicando 1922,18 , il controllo verrebbe superato.

Probabilmente questo problema verrà sistemato entro la scadenza del 31 Maggio.

Spazio hosting di Gea.Net DbService

La configurazione dello spazio hosting deve essere fatto da un tecnico e pertanto non ci addentreremo in tecnicismi ma questo articolo ha lo scopo di definire alcuni punti che devono essere compresi dagli utenti amministratori di Gea.Net. Seguiremo la traccia di esempio di una configurazione di uno spazio Hosting Basic Windows di Aruba.

Dopo avere attivato uno spazio hosting, il servizio di assistenza provvederà ad installare Gea.Net DbService e a configurarlo.

Solitamente si attiva un solo database per ogni spazio FTP ma nel caso di gruppi di aziende potrebbero essere contenuti tanti database quante sono le aziende da gestire. Nel caso i databases utilizzati siano di tipo SqlServer, il servizio Aruba provvede a crearli e i tecnici Gea.Net li configureranno, quindi sarà a disposizione degli amministratori un cruscotto per la gestione (MyLittleAdmin) che prevede anche i backup.

Nel caso si opti per Access, i database risiedono sulla cartella mdb-database del vostro spazio ftp. Se avete richiesto il servizio, lo spazio dovrebbe essere backuppato sistematicamente dal provider nelle cartelle

[myspace]_Backup_Giornaliero e [myspace]_Backup_Settimanale.

ma è comunque buona norma tenerne una copia locale ed almeno una volta al mese copiare la cartella mdb-database anche in locale.

All’interno della cartella mdb-database saranno presenti tanti file CONFIG_[nomedatabase].XML . Il contenuto di questi file è importante solo se punta ad un database Sql_Server perché deve contenere un riferimento con i dati utente/password del database stesso. Se invece si utilizza un database Access è importante solo che sia presente e che contemporaneamente sia presente anche AZIENDA_[nomedatabase].MDB

Indipendentemente dal tipo del database, all’interno di esso deve essere presente almeno un utente – anch’esso configurato preventivamente dai tecnici Gea.Net – che sarà quello che permette di accedere al servizio.

Nome utente e password possono essere sempre modificate in Gea.Net Pro salvo poi riportare le modifiche nella DbConnectionString.

Quindi i dati fondamentali per accedere a Gea.Net DbService sono :

  • NOMESERVIZIO o nome del dominio registrato
  • NOMEDATABASE ovvero quello riportato anche nel file CONFIG nella cartella mdb-database
  • UTENTE (possono essere diversi per lo stesso database) presente nella tabella WWW-UTENTE del database
  • PASSWORD associata all’UTENTE

Queste informazioni dovranno essere presenti nella DbConnectionString di Gea.Net Pro o riportati nella pagina di login di Gea.Net Web